Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Preghiera

Hai avuto questa gioia infinita, o Gesù, di amare il Padre tuo fino al martirio: cioè di amarlo “fino alla fine”, di darti a lui fino alla fine, di sacrificarti per lui senza limiti. E perché conoscevi in anticipo il tuo destino e volevi compierlo immutabilmente, non hai cessato nemmeno per un’ora di assaporare questa gioia. [...].

Che diremo? Che renderemo? Anche noi, in cambio, facciamo festa a Dio, una festa degna di lui, una festa che lo rallegri.
Abbiamo questo potere, poveri figli della terra, così deboli, così miserabili e, in precedenza, ancora così peccatori. Quale sarà dunque la festa che faremo a Dio? La stessa che egli ci dona, perché vi è una sola festa in quanto vi è una sola gioia. Vi è una sola gioia perché vi è un solo amore, e vi è un solo amore perché in cielo e sulla terra vi è un solo Gesù.

Diamo Gesù a Dio ed ecco che abbiamo messo Dio in festa. Rinunciamo allo spirito proprio, all’amor proprio, a tutto quello che si chiama carne, bramosìa, orgoglio, vanità, egoismo, «rivestiamoci del Cristo». Non lasciamo vivere e agire e parlare e apparire in noi che il Cristo, e gli angeli giubilano, e il cielo sorride di felicità, e lo ripeto, Dio è in festa. Ciò che vede e guarda in lui, lo vede e lo guarda in noi; e allora, come egli si ama, così ci ama, e come è felice di sé, allo stesso modo, è felice di noi. Vi è forse una felicità simile a quella di una creatura che rende felice ilcsuo Creatore? (GAY CHARLES, Elevazione 9; 111, in MAX HUOT DE LONGCHAMP, Quaresima per i fannulloni ... alla scuola dei Santi 12, Editrice Il Pozzo di Giacobbe, pp. 112-113).