Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Ritiri spirituali mensili

20/10/2013 | Categoria: Ritiro

JEANNE GUYON, Commento mistico al Cantico dei Cantici

Chiunque leggerà attentamente questa spiegazione del sacro Cantico non avrà difficoltà a riconoscere, soprattutto se ha qualche discernimento delle vie interiori, che esso contiene qualcosa di sorprendente. Una spiegazione così chiara e così ben condotta di un Libro tra i più oscuri della Sacra Scrittura può essere solamente il frutto di un’assistenza particolare dello Spirito Santo:

poiché, secondo i Santi, questo Cantico può essere insegnato soltanto grazie all’unzione Divina e appreso solo attraverso l’esperienza; esso infatti non si ode all’esterno né risuona pubblicamente, e non è udito che da colei che lo canta e da colui per il quale è cantato, che sono lo Sposo e la Sposa.

Ogni lettore troverà in quest’opera caratteristiche che meriteranno la sua ammirazione, e passaggi che senza superare la sua intelligenza potranno elevarla. Ma pregi ulteriori vi troveranno solamente coloro che, attraverso l’annullamento di se stessi e grazie alla loro elevazione in Dio, saranno capaci di comprendere questo canto regale dello Sposo celeste e della sua Amante, scorgendovi con grande gioia l’esatta corrispondenza tra quel che è detto qui e le cose straordinarie che Dio realizza nelle anime più purificate.

Perché questo Cantico viene letto con intelligenza solo da coloro che leggono ciò che vi è cantato molto più nello specchio dell’esperienza interiore che nel Libro stesso che hanno davanti agli occhi.

È grazie a tale esperienza del Cantico eterno che l’anima, ritornata alla sua origine, incomincia sulla terra a penetrare ciò che essa scoprirà completamente solo in cielo.

Questo Sposo dunque, e questa Sposa, rimarranno insieme in eterno; perché essi sono uniti così intimamente dal legame di un purissimo amore da non essere che un solo cuore, un solo spirito, e un solo essere.

E poiché la Sposa non è più capace di altra gioia di quella che trae dal suo Signore, così ella si compiace nel suo Sposo; e anche Dio Padre trae grande diletto dallo Sposo e dalla Sposa, perché è lui il centro del loro riposo e il nodo del loro legame.

L’Amico dello Sposo lo riconoscerà facilmente dalla voce, e ascoltandola sarà riempito di gioia (Gv 3,29); egli desidererà inoltre partecipare alla felicità della Sposa, non ignorando che a lui è offerto lo stesso privilegio, se vuole seguire i suoi passi. Felice colui che ascoltando questo canto mistico sente che il suo cuore è in accordo con esso!

Ma chiunque non intende questa voce ignora il vero amore; e pieno dell’amore di se stesso e di un attaccamento sensuale alle Creature, è incapace di sperimentare gli effetti ineffabili della pura Carità.

È in queste sacre conversazioni che Gesù Cristo istruisce l’Anima come fosse il suo Maestro, che la loda e la accarezza in qualità di Sposo, e che la purifica e la perfeziona perché è il suo Dio. E la sua Amante fedele, con l’esaudire perfettamente le sue volontà, riceve lumi e grazie a sufficienza per renderne partecipe un’infinità di altri cuori.

Ora, tutto ciò può essere spiegato solo svelando il commercio segreto che avviene tra Gesù e l’Anima che egli tanto desidera prendere in Sposa e, al tempo stesso, le operazioni mistiche attraverso le quali Dio si prende cura di purificarla; la fedeltà di lei nel seguirlo, e nel rimanere sottomessa alla sua operazione divina, così come gli orribili deserti e le dure prove attraverso le quali lei giunge al proprio annullamento, e pertanto alla sua trasformazione in Dio.

In breve, è contenuta qui la sintesi di tutto quanto il Salvatore ha fatto per la Chiesa sua principale Sposa, e anche quanto egli ha fatto per ogni anima in particolare, poiché questo Sposo adorabile ha fatto per ciascuna delle sue Amanti ciò che ha fatto per tutte in generale.

Il più saggio degli uomini, sotto la guida dello Spirito Santo di Dio, ha ricoperto la maestà di questa alleanza divina di una tale quantità di figure, anche molto comuni, ed ha celato verità così incontestabili dietro enigmi tanto numerosi che è necessario che Dio, che è l’autore della scorza di tali misteri, permetta di penetrarne il significato, e che colui che ha formato questo corpo insegni come scoprirvi lo spirito di cui lui lo ha vivificato.

Si raccomanda a quanti non sono esperti di simili vie del santo Amore di non darne un giudizio col solo lume della ragione; infatti non le si può imparare attraverso alcuno studio, ma solo con la Preghiera più abbandonata allo Spirito Santo, e con la perfetta rinuncia di se stessi.

Costoro si convincano piuttosto che le bontà di Dio verso le sue creature sono infinite, soprattutto verso quelle che, rinunciando a ogni cosa per amore di lui, lo seguono ciecamente ovunque lui desidera condurle (Mt 19,27).

Le misericordie che egli accorda loro si estendono tanto quanto l’amore che prova per esse; e, poiché ha desiderato dare la propria vita per loro, ci si deve stupire se le gratifica della sua perfetta unione, e quindi delle carezze e dei favori che ne sono i frutti?

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