Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Epifania

Autore Marmion Columba

L'Epifania dura ancora, essa si prolunga attraverso i secoli. «Noi pure, dice S. Leone, dobbiamo gustare le gioie dei Magi, perché il mistero che si è compiuto in questo giorno non deve rimanervi rinchiuso. Per la magnificenza di Dio e la potenza della sua bontà, anche il nostro tempo può gioire della realtà di cui i Magi furono le primizie» (Sermo XXXV, in Epiphaniae solemnitate). 

L'Epifania si rinnova effettivamente, quando Dio fa splendere la luce del Vangelo agli occhi dei pagani; ogni volta che la verità brilla agli sguardi di coloro che vivono nell'errore, è un raggio della stella dei Magi che appare.
 L'Epifania continua altresì nell'anima fedele quando il suo amore diviene più fervente e più duraturo. La fedeltà alle ispirazioni della grazia - nostro Signore stesso lo dice - diviene la sorgente di una illuminazione più viva e più splendida (Joan. XIV, 21). 
Beata l'anima che vive di fede e di amore! Si realizzerà in essa una manifestazione sempre nuova e sempre più profonda di Gesù Cristo il quale la farà entrare in una comprensione sempre più intima dei suoi misteri. La sacra Scrittura paragona la vita del giusto a «una via luminosa che passa di chiarezza in chiarezza» (Prov IV, 18), fino al giorno in cui cadono i veli, svaniscono tutte le ombre e appariscono, nella luce della gloria, gli splendori eterni della divinità. Là, dice S. Giovanni nel suo libro così misterioso dell'Apocalisse in cui descrive le magnificenze della Gerusalemme celeste, là non c'è bisogno di luce, perché l'Agnello, cioè a dire il Cristo, è lui stesso la luce che rischiara e riempie di letizia le anime di tutti gli eletti (Apoc. XXI, 23; XII, 5). Sarà questa l'Epifania celeste. (MARMION COLUMBA, Cristo nei suoi misteri, VIII, IV).