Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Eucaristia

Autore Rouly Smitz Jeanne

«Colui che beve il mio sangue e mangia la mia carne ha la Vita eterna». In questo momento, ho in me, in un modo visibile, la Vita eterna, perché la sento». Io non vedevo la parola «possedere», sebbene sapessi che ciò costituirà la nostra felicità: possederemo Dio e saremo posseduti da Lui «eternamente». Mentre avevo l’impressione di dirmi: «Eternamente è essere sempre come sono adesso», ero in uno stato che sentivo non sarebbe mai cessato. Io ero nell’eternità, talmente provavo ciò che era la Vita eterna. . […]. Mi sono sentita come schiacciata, talmente ero illuminata. Vedevo: «Chi mi mangia, vivrà di me!» Ero tanto meravigliata e felice al grado supremo! Non penso di avere avuto altre volte, una grazia così forte. Mi sentivo completamente lontana da tutto. Ero in chiesa e non avevo più la preoccupazione di pensare che ero in chiesa e [cosa che mi preoccupa sempre, unita a un certo timore] che avrebbero potuto trovarmi singolare. La mia principale felicità è ridirmi che mai avevo avuto ancora questo sentimento totale di non esistere più, di non sapere più dove mi trovassi. Comprendo la parola «estasi». Vuol dire: «Essere in ciò che si vede». Io vedevo: «In Lui era la Vita». E vedevo che da Lui ogni vita prende vita. Mi sentivo immersa in questa Vita e mi dicevo tutto il tempo: «Chi mangia di me, vivrà». Ogni volta era come se io bevessi maggiormente questa vita. Mi sentivo come morire di adorazione e d’amore. […]. «Chi mangia di me, vivrà di Me». Mi sentivo in quella Vita, la vedevo, gustavo la felicità di essere in quella Vita, di berla, di possederla sentendomi posseduta da lei. Ero nella felicità assolutamente sovrumana che Dio mi ha già dato di gustare e che è una pienezza di felicità. Si è in questa Verità che si vede, senza vedere assolutamente niente, nel senso reale della parola «vedere», perché si vede la Verità. (ROULY SMITZ JEANNE, Diario spirituale. La felicità di amare Dio, RASPANTI A – MANCUSO M.R. (Edd), pp.149, 160-161, 165).