Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Risurrezione

Autore Max Huot De Longchamp

La risurrezione promessa al cristiano sarà un recupero alla fine del mondo di un naufragio comunque inevitabile oppure il compimento nel suo corpo di una nascita soprannaturale incominciata il giorno del suo battesimo? La prima soluzione rimane fondamentalmente una soluzione pagana che colloca Dio e la vita eterna in un aldilà senza alcun legame vero e proprio con la nostra esistenza terrena. [...] La seconda soluzione permette al mistero dell'incarnazione di sviluppare le sue estreme conseguenze: non cessare di essere uomo per essere Dio ma diventare Dio per essere pienamente uomo. Si comprende allora che il pagano, anche se possiede un'infarinatura d'ideologia cristiana, teme come un salto nel vuoto assoluto l'istante che adesso affrontiamo, mentre il cristiano lo desidera infinitamente come un abbandono definitivo nelle braccia di colui che egli ama più di quanto non amerà mai se stesso [...] non una visione astratta di Dio dopo la morte, ma un "corpo a corpo" ci renderà "così come egli è". Tale è la glorificazione che Gesù domandava per i suoi discepoli: abbraccia esattamente ciò che la Chiesa definisce assunzione nel caso della Vergine Maria e che sappiamo essere la norma del destino di ogni cristiano. [...] morendo d'amore sulla croce, Gesù consuma la sua unione con la nostra umanità; morendo d'amore sulla sua croce, il suo discepolo "consuma perfettamente il matrimonio spirituale [...].

La questione della durata che trascorre dalla separazione dell'anima e del corpo alla loro riunione nel giorno della Parusia non ha assolutamente alcuna importanza dato che riguarda soltanto coloro che sono ancora nel tempo. Più sensibile all'unità del composto umano che al destino dell'anima durante questa attesa, il Nuovo Testamento è volutamente poco loquace su ciò che una teologia più recente chiama la visione beatifica, interessandosi maggiormente al compimento della risurrezione di Cristo «nel suo corpo che è la Chiesa», a un ritmo e con tempi misurati dalla preghiera dei santi. Inventando la parola coemeterium, "dormitorio", laddove l'antichità pagana aveva solo tristi necropoli, i cristiani delle prime generazioni si preoccupavano senz'altro meno di andare in cielo che di essere tra «coloro che avranno atteso con amore la manifestazione del Signore» iscrivendo finanche sulle lapidi la loro speranza di appartenere alla «prima risurrezione», alla «risurrezione dei morti» (MAX HUOT DE LONGCHAMP, Ressusciter d'entre les morts. Esperance chrétienne et raison, Édition du Carmel 2004, pp. 78; 80-81;84-85. La traduzione è nostra).