Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Beatitudine

Autore Malaval F.

BEATITUDINI E CONTEMPLAZIONE - I giusti domandano e ricercano tutti i giorni la povertà di spirito e la purezza di cuore; e se capiscono bene ciò che chiedono, se non mentono a se stessi, sanno che quelle sono le due eccellenze più alte della perfezione cristiana, alle quali un uomo possa aspirare in questo mondo. Infatti con la povertà di spirito si è staccati da tutto e con la purezza di cuore si vede unicamente persino da questo mondo colui che è tutto. Ora la contemplazione è un modo sovrano di impoverire lo spirito, poiché fa morire la ragione, e di mondare il cuore, poiché riceve gli affetti sia umani sia celesti con gli occhi della fede, avendo Dio per oggetto perpetuo dell’intelletto e Dio per oggetto perpetuo della volontà. La contemplazione può, dunque, domandarsi; colui che cerca il fine può ricercare i mezzi che vi conducono più direttamente. (MALAVAL F., Pratica facile per elevare l’anima alla contemplazione, Dial II, colloquio 8°).

Autore Barsotti D.

La beatitudine definitiva e perfetta è una condizione che l'uomo non potrà realizzare quaggiù sulla terra. S'impone all'uomo, per giungere alla beatitudine, il passaggio attraverso la morte nel regno di Dio. Certo il regno di Dio è già presente quaggiù, ma non è detto che, se il regno di Dio è presente, noi ci possiamo entrare e stabilire perfettamente, finché rimaniamo legati a questa condizione di vita che è propria dell'uomo quaggiù dopo il peccato. Forse, se non ci fosse stato il peccato, vi sarebbe stato un processo simile a quello che ora vive il cristiano, un processo di santificazione, un processo di purificazione, un processo di divinizzazione, senza la rottura della morte.  Forse la trasfigurazione dell'uomo sarebbe avvenuta gradualmente e l'uomo si sarebbe trovato domani nella pura beatitudine di Dio, senza conoscere la tragedia di questa rottura che rappresenta la morte per la nostra esperienza umana. Rimane vero però che oggi per nessuno è possibile il conseguire questa beatitudine perfetta e definitiva, se non attraverso questo passaggio. Perfino coloro che per sé non avrebbero dovuto passare attraverso questa rottura, hanno voluto passarvi per essere solidali con noi: nostro Signore e la Vergine Maria. La beatitudine si trova al di là.(BARSOTTI D., Ascesi di comunione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007, pp. 22-23).