Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Cuore

Autore Isacco Siriano s.

Purezza di cuore ↗ Misericordia

Autore Bonaventura da Bagnoregio s.

CUORE DI GESU' - O Gesù buono, è bella e gioconda cosa abitare nel tuo cuore! Esso è il ricco tesoro, la perla preziosa che abbiamo scoperto nel segreto del tuo corpo trafitto, come nel campo scavato. [...] Io l'ho trovato il tuo cuore, o Gesù benignissimo: cuore di Re, cuore di fratello, cuore di amico. Già il tuo cuore è anche cuore mio. Che gioia per me! Ecco: tu, o Gesù, ed io abbiamo un solo e medesimo cuore. [...]. Accogli nel santuario delle udienze le mie orazioni, anzi rapiscimi tutto nel tuo cuore. La tortuosità dei miei peccati mi vieterebbe l'ingresso, ma siccome un'incomprensibile carità ha dilatato e ampliato il tuo cuore, [...] o Gesù bellissimo, lavami, mondami dai miei peccati. Purificato da te, possa avvicinarmi a te, purissimo, possa entrare e dimorare nel tuo cuore tutti i giorni della mia vita, per sapere e per fare quello che vuoi da me! (BONAVENTURA DA BAGNOREGIO S., La vita mistica, 3, 3-4).

Autore Agostino d'Ippona s.

DURI DI CUORE - Molti stimano cosa da poco che il Figlio di Dio sia venuto sulla terra; e questo è dovuto al fatto che essi non sono ancora nel santuario e non si è rivelata loro la potenza e la gloria di lui. Costoro cioè non hanno ancora santificato il proprio cuore per essere in grado di comprendere la sublimità del potere di Cristo né di rendergli grazie per il fatto che lui, infinitamente grande, si è abbassato fino al punto di farsi uomo, di patire e di morire per noi. Ecco perché non sono in grado di vedere la sua gloria e la sua potenza. (AGOSTINO D'IPPONA S., Commento ai salmi di lode, Ed. Paoline 1986, p. 89).

Autore Eudes G. s.

CUORE DI GESÙ - Il Cuore del nostro Salvatore è un fuoco di amore per noi: di amore purificante, di amore illuminante, di amore santificante, di amore trasformante, di amore deificante. Di amore purificante nel quale i cuori sono purificati più perfettamente dell'oro nel fuoco. Di amore illuminante, che scaccia le tenebre dell'inferno che ricoprono la terra, e che ci fa entrare nell'ammirabile luce del cielo: «Ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce» (1 Pt 2,9). Di amore santificante, che distrugge il peccato nelle nostre anime, per stabilirvi il regno della grazia. Di amore trasformante, che trasforma i serpenti in colombe, i lupi in agnelli, le bestie in angeli, i figli del diavolo in figli di Dio, i figli dell'ira e della maledizione in figli della grazia e della benedizione. Di amore deificante, che da uomini fa dèi rendendoli partecipi della santità di Dio, della sua misericordia, della sua pazienza, della sua bontà, del suo amore, della sua carità e delle altre divine perfezioni: « partecipi della natura divina» (2 Pt 1,4).

Il Cuore di Gesù è un fuoco che diffonde le sue fiamme da ogni parte, in cielo, sulla terra, e in tutto l'universo ; fuoco e fiamme che infiammano i cuori dei serafini, e infiammerebbero tutti i cuori della terra se il ghiaccio del peccato non vi si opponesse.

Egli ha un amore straordinario per gli uomini, sia per i buoni e per i suoi amici, che per i cattivi e i suoi nemici, per i quali ha una carità così ardente che tutti i torrenti delle acque dei loro peccati non sono capaci di spegnerlo. (GIOVANNI EUDES, L'ammirabile cuore di Gesù, libro 12, 8).

Autore Bonaventura da Bagnoregio s.

CUORE DI GESÙ - O ineffabile bellezza del Dio eccelso, o splendore purissimo di luce eterna! Tu sei vita che vivifica ogni vita, luce che illumina ogni luce e che conserva nell'eterno splendore i multiformi luminari che brillano davanti al trono della tua divinità fin dalla prima aurora. O eterno e inaccessibile, splendido e dolce fluire di fonte nascosta agli occhi di tutti i mortali! La tua profondità é senza fine, la tua altezza senza termine, la tua ampiezza è infinita, la tua purezza imperturbabile! Da te scaturisce il fiume «che rallegra la città di Dio» (Sal 45, 5), perché «in mezzo ai canti di una moltitudine in festa» (Sal 41, 5) possiamo cantare cantici di lode, dimostrando con la testimonianza dell'esperienza, che «in te é la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce. (Sal 35, 10). (BONAVENTURA DA BAGNOREGIO S., Opere, Opusc. 3, Il legno della vita, 29-30. 47; Opera omnia 8, 79).

Autore Kowalska M. Faustina s.

SACRO CUORE DI GESÙ - Ti saluto, Cuore di Gesù misericordiosissimo, viva sorgente di ogni grazia, unico rifugio ed asilo per noi, in te ho la luce della mia speranza. Ti saluto, Cuore pietosissimo del mio Dio, illimitata e viva sorgente d’amore, da dove sgorga la vita per i peccatori, E sei fonte di ogni dolcezza. Ti saluto, o ferita aperta nel sacratissimo Cuore (Gv 19,34), dal quale sono usciti i raggi della misericordia, da cui ci è dato attingere la vita, unicamente col recipiente della fiducia. Ti saluto, o imperscrutabile bontà di Dio, sempre smisurata e incalcolabile, piena d’amore e di misericordia, ma sempre santa, e come una buona madre chinata verso di noi. Ti saluto, trono della misericordia, Agnello di Dio, che hai offerto la vita per me, davanti a cui ogni giorno la mia anima si umilia, vivendo in una fede profonda. (KOWALSKA FAUSTINA S., Diario, § 1321).

Autore Bernardo di Chiaravalle s.

CUORE DI GESÙ - O Gesù, se il tuo fianco è stato trafitto, è perché noi potessimo penetrarvi. Se il tuo cuore è stato ferito, è perché noi potessimo abitare in lui e in te, liberati dalle 
agitazioni esterne. E' stato ferito perché noi potessimo, attraverso questa ferita visibile, vedere la ferita invisibile dell'amore. Come avrebbe potuto  l'ardore di questo amore manifestarsi meglio se non permettendo al corpo, ma specialmente a questo cuore di essere ferito dalla lancia? la ferita carnale, infatti, rivela la ferita spirituale.
Chi allora non amerebbe questo cuore così ferito? Chi non renderebbe amore per amore a un cuore così amante? Chi non stringerebbe un cuore così casto? Si, ama il suo amico ferito colei che trafitta dal suo amore troppo grande esclama: «La carità mi ha ferito». Non risponde forse all'amore del suo amante quando dice: «Dite al mio diletto che io sono malata di amore» (Cant 2,5)?
Noi che siamo ancora quaggiù, in questo corpo, amiamo con tutte le nostre forze, rendiamo amore per amore, stringiamoil nostro caro ferito le cui mani, piedi, fianco e cuore sono stati trafitti da empi boia; chiediamo al suo amore di legare con il suo vincolo e trafiggere con la sua lancia il nostro cuore, ancora duro e impenitente. 
(BERNARDO DI CHIARAVALLE, Trattato sulla passione, in MAX hUOT DE LONGCHAMP, Quaresima per i fannulloni... alla scuola dei santi 11, Il pozzo di Giacobbe 2016, p. 94).