Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Memoria

Autore Malaval F.

La memoria intellettuale è una facoltà dell'anima che trattiene e conserva tutto ciò che l'intelletto ha conosciuto e la volontà ha deciso, proprio come abbiamo detto che la memoria sensitiva conservava le produzioni dei sensi e dell'appetito. Ecco ciò che concerne la parte superiore dell'anima. (MALAVAL. Pratica facile per elevare l'anima alla contemplazione, dial I)

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

↗ Connubio

Autore Rupnik Marco Ivan

MEMORIA
La memoria è basata sull’esperienza. È quella dimensione dell’intelligenza che fonda la conoscenza nell’esperienza. Tramite l’esperienza, la memoria lega costantemente l’intelligenza alla vita e fa sì che anche la riflessione, la speculazione, il ragionamento non si sgancino dalla vita.
Poiché è direttamente legata alla vita, la memoria è come se agisse su due registri. Da un lato è un’attività del tutto umana, perché elabora dalla nostra intelligenza sulla base dell’esperienza. Dall’altro lato è aperta a quel mistero sconfinato a cui ci introduce la vita stessa, dal momento che la vita ci porta costantemente a quella soglia da cui essa ci raggiunge: la vita infatti non la possediamo, ma viene, ci visita, ci è donata. La memoria, proprio perché vuole che le cose non si perdono, si muove verso la fonte della vita. Dalla superficie dei fenomeni, la memoria cerca in essi la sorgente di cui i fenomeni si nutrono. Così la memoria stessa costata l’incapacità dell’uomo di dare vita ai fenomeni in modo permanente. Anche se in un certo modo siamo noi a gestire l’esperienza, in ultima analisi essa stessa ci costringe ad ammettere l’impossibilità di esercitare il dominio su tali fenomeni. E ciò che nella vita non si riesce a dominare e che ci porta ad intuire questa apertura è esattamente il mistero delle libere relazioni dell’amore, cioè dell’altro. In ultima istanza, il mistero di Dio, Signore della vita. […].
Dio non si può trovare in modo diretto nella nostra memoria. Però come si è certi che ci dona la vita, ci chiama all’esistenza, ci crea a sua immagine, ci redime, si è ugualmente certi che Egli si comunica a noi nella vita. C’è allora in qualche modo una memoria abitata da Dio, tanto è vero che tutta la Sacra scrittura è una memoria di Dio nella storia degli uomini. Anzi, la religione in gran parte è una memoria dell’azione di Dio. Questa comunicazione di Dio, questa grazia di Lui che si dona mosso dall’amore per le sue creature e questa accoglienza della sua comunicazione, del suo dono, la memoria di questo rapporto divino- umano è proprio la Sapienza di Dio. Da una parte, infatti, appartiene totalmente a Dio e dall’altra cresce, si dilata lungo tutta la storia degli uomini quale dono divino che l’uomo può assumere coscientemente facendolo diventare patrimonio del suo cuore come intelligenza di fede e di agape. (RUPNIK MARKO IVAN, L’esame di coscienza. Per vivere da redentii, 2002 Lipa Srl, pp. 17-19).