Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Servizio

Autore Benedetto XVI

POTER AIUTARE E' UNA GRAZIA -  Quanto più uno s'adopera per gli altri, tanto più capirà e farà sua la parola di Cristo: «Siamo servi inutili» (Lc 17,10). Egli riconosce, infatti, di agire non in base ad una superiorità o maggior efficienza personale, ma perché il Signore gliene fa dono. A volte l'eccesso del bisogno e i limiti del proprio operare potranno esporlo alla tentazione dello scoraggiamento. Ma proprio allora gli sarà d'aiuto il sapere che, in definitiva, egli non è che uno strumento nelle mani del Signore; si libererà così dalla presunzione di dover realizzare, in prima persona e da solo, il necessario miglioramento del mondo. In umiltà farà quello che gli è possibile fare e in umiltà affiderà il resto al Signore. È Dio che governa il mondo, non noi. Noi gli prestiamo il nostro servizio solo per quello che possiamo e finché Egli ce ne dà la forza. Fare, però, quanto ci è possibile con la forza di cui disponiamo, questo è il compito che mantiene il buon servo di Gesù Cristo sempre in movimento: «L'amore del Cristo ci spinge» (2 Cor 5, 14). (Benedetto XVI, Deus Caritas est, n. 35).

Autore Agostino d'Ippona s.

Ogni servitù è carica di amarezze e tutti coloro che sono costretti a vivere in condizione servile, servono e mormorano. Non temete però il servizio del Signore: in esso non ci sono né gemiti, né mormorazioni, né indignazioni. In tale servizio nessuno chiede di cambiare padrone perché è cosa molto consolante essere stati tutti redenti. È grande fortuna, fratelli, essere servi in codesta grande casa, fosse anche coi ceppi. Non avere perciò alcun timore, servo incatenato, loda piuttosto il Signore. Attribuisci alle tue colpe le tue catene e in queste catene loda il Signore se vuoi che esse si convertano in ornamenti. [...] Presso il Signore la servitù è libera, libera perché tale servizio non è prestato per necessità ma per amore. (AGOSTINO D'IPPONA S., Commento ai salmi di lode, Ed. Paoline 1986, p. 163).