Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Silenzio

Autore Barsanufio s. e Giovanni monaci reclusi

La nave, in mare, è preda del rischio e del vento. Se però raggiunge un calmo e pacifico porto, non teme più calamità, ma è sicura. Anche tu, mentre resti tra gli uomini, aspettati tribolazioni, rischi e urti alla sensibilità. Ma se raggiungi il porto del silenzio, per te preparato, non avrai più paura. (S. BARSANUFIO e GIOVANNI monaci reclusi, Lettere ascetiche, 2)

Autore Barsanufio s. e Giovanni monaci reclusi

Finché abbiamo tempo, poniamo attenzione a noi stessi, e impariamo il silenzio. Se desideri non essere turbato da alcuna cosa, sii morto di fronte ad ognuno, troverai la pace. Alludo con questo ai pensieri concernenti ogni genere di rapporto con uomini e cure. (S. BARSANUFIO e GIOVANNI monaci reclusi, Lettere ascetiche, 16)

Autore Barsanufio s. e Giovanni monaci reclusi

Il silenzio delle labbra è migliore e più prodigioso di una edificante conversazione. I nostri padri lo praticarono con reverenza, e attraverso di esso, perseguirono la gloria. Ma sinché, nella nostra debolezza, noi non potendo seguire il sentiero della perfezione, parliamo di ciò che edifica, parliamone riferendoci alle parole dei padri senza accingerci ad interpretare le Scritture. Quest'ultima cosa è assai pericolosa per l'ignorante. Le Scritture sono scritte nel linguaggio dello Spirito, e gli uomini carnali, non possono capire le cose spirituali. È meglio usare, nelle nostre conversazioni, le parole dei padri, allora così troveremo il beneficio in esse contenuto. Moderiamoci persino nell'uso di queste parole, ricordandoci colui che disse: "Nella moltitudine di parole, non manca mai il peccato" (Prov. 10,19). Per tema di cadere in alti e vanagloriosi pensieri, imprimiamoci nella mente che se non pratichiamo ciò di cui parliamo, pronunciamo la nostra stessa condanna. (S. BARSANUFIO e GIOVANNI monaci reclusi, Lettere ascetiche, 93)

Autore Raspanti A.

↗ Parola