Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Umanità

Autore Malaval F.

UMANITA' DI GESU' - L'umanità di Gesù Cristo è il mezzo più santo e più perfetto per andare a Dio, è lo strumento sovrano della nostra salvezza, è l'arca dell'alleanza dell'antico e del nuovo testamento, è il canale attraverso cui colano tutti i beni che attendiamo. Questa umanità, però, non è il bene sommo, che consiste solo nella vista di Dio. Similmente tutto ciò che questa santissima umanità ha fatto o detto sulla terra, reca la vita e la grazia nelle nostre anime e ci conduce eccellentemente e infallibilmente a Dio; ma quando siamo in Dio, che è ciò a cui aspiriamo considerando la vita o la passione del Salvatore, non bisogna più voltarsi indietro, ritornando alle meditazioni né alle considerazioni discorsive sulla sua vita e sulla sua passione; non bisogna abbandonare il fine per i mezzi. Chi è arrivato in un qualche luogo di riposo dove incontra il termine del suo viaggio e dei suoi desideri, non pensa più con attenzione per quale strada è stato costretto a passare, fosse pure una strada lastricata di marmo e di porfido; egli si rilassa solamente e si riposa con comodo; non è più pellegrino, è arrivato ed è stabile in quel luogo. Se talvolta pensa alla strada, è per ricordarsene, non per tornarvi. Dopo aver meditato tanti anni sull'umanità del Salvatore del mondo, bisogna infine imparare a riposare in Dio, al quale essa ci conduce. Tutte le volte che ci ricordiamo della sua santa umanità, dobbiamo subito ricordarci che essa è inseparabile dalla divinità a cui ci conduce e ci unisce, essendovi unita. Allora questo semplice e santo ricordo ci serve per riprendere Dio e per abbracciarlo con più ardore. (MALAVAL. Pratica facile per elevare l'anima alla contemplazione, dial I)

 

Autore Malaval F.

UMANITA' DI GESU' - Filotea, il modo più nobile e spirituale di conservare l'umanità di Gesù Cristo è guardare quest'umanità con un atto semplice della fede, amandola e ricordando che essa è il tabernacolo della divinità, il più sacro e il più santo, e la delizia del Padre eterno. Quando dico l'umanità non intendo che voi la separiate dalla divinità; voglio dire che di tanto in tanto voi pensiate a Gesù Cristo Dio e uomo, che è il principio della vostra salvezza e di tutte le grazie che possiate sperare in questo mondo. [...]. L'umanità è stata elevata alla divinità tramite l'unione ipostatica, fino a farne una stessa persona; è là che questa umanità è più preziosa, più splendente e più divina. Dio si è fatto uomo affinché l'uomo si faccia Dio. Non è dunque sufficiente guardare l'umanità nella divinità, poiché Dio si è abbassato per elevare l'uomo fino a lui; dopo che abbiamo guardato la divinità come annientata nell'umanità, dobbiamo guardare l'umanità elevata fino all'unione della divinità. (MALAVAL F. Pratica facile per elevare l'anima alla contemplazione, Dial. II, 4 -5)

Autore Malaval F.

UMANITA' DI GESU - L'umanità di Gesù Cristo è il mezzo più santo e più perfetto per andare a Dio, è lo strumento sovrano della nostra salvezza, è l'arca dell'alleanza dell'antico e del nuovo testamento, è il canale attraverso cui colano tutti i beni che attendiamo. Questa umanità, però, non è il bene sommo, che consiste solo nella vista di Dio. Similmente tutto ciò che questa santissima umanità ha fatto o detto sulla terra, reca la vita e la grazia nelle nostre anime e ci conduce eccellentemente e infallibilmente a Dio; ma quando siamo in Dio, che è ciò a cui aspiriamo considerando la vita o la passione del Salvatore, non bisogna più voltarsi indietro, ritornando alle meditazioni né alle considerazioni discorsive sulla sua vita e sulla sua passione; non bisogna abbandonare il fine per i mezzi. Chi è arrivato in un qualche luogo di riposo dove incontra il termine del suo viaggio e dei suoi desideri, non pensa più con attenzione per quale strada è stato costretto a passare, fosse pure una strada lastricata di marmo e di porfido; egli si rilassa solamente e si riposa con comodo; non è più pellegrino, è arrivato ed è stabile in quel luogo. Se talvolta pensa alla strada, è per ricordarsene, non per tornarvi. Dopo aver meditato tanti anni sull'umanità del Salvatore del mondo, bisogna infine imparare a riposare in Dio, al quale essa ci conduce. Tutte le volte che ci ricordiamo della sua santa umanità, dobbiamo subito ricordarci che essa è inseparabile dalla divinità a cui ci conduce e ci unisce, essendovi unita. Allora questo semplice e santo ricordo ci serve per riprendere Dio e per abbracciarlo con più ardore. [...] bisogna rivolgere il pensiero al nostro diletto Gesù Cristo, abbracciandolo come Uomo e come Dio in una sola vista di spirito e con una piccola parola d'amore, senza discorsi o riflessioni. Quando ci crediamo smarriti, egli è quella la strada nella quale dobbiamo sempre rimetterci, che ci riconduce subito a Dio e ci rimette in lui.  [...] Questo, però, non è più accompagnato da meditazioni discorsive sulle azioni e sulle sofferenze della santa umanità, la quale non si distingue più dalla divinità: perché queste meditazioni erano dei mezzi per arrivare all'amore, e sono inutili allorquando ci si è arrivati. (Malaval F.,Pratica facile per elevare l'anima alla contemplazione, dial I°).