Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

Seleziona inziale lemma: a  b  c  d  e  f  g  h  i  j  k  l  m  n  o  p  q  r  s  t  u  v  w  x  y  z 
Tutta la lista

Unità

Autore Lubich C.

L'unità. Ma che cos'è l'unità? [...] Non dobbiamo fare un miscuglio, ma una combinazione, e questa sarà solo quando ognuna si perderà nell'unità al calore della fiamma dell'amore divino. Chi resta di due o più (persone) che si ‛combinano'? Gesù - l'Uno... Quando l'unità passa, lascia una sola orma: il Cristo. [...] Oh l'unità, l'unità! Che divina bellezza! Non abbiamo parole umane per dire che cosa sia! E' Gesù. L'unità! Ma chi potrà azzardarsi a parlare di essa? E' ineffabile come Dio! Si sente, si vede, si gode ma... è ineffabile! Tutti godono della sua presenza,tuti soffrono della sua assenza. E' pace, gaudio, amore, ardore, clima di eroismo, di somma generosità. E' Gesù tra noi. (LUBICH C., L'unità e Gesù abbandonato, Città Nuova 2005, pp 32-34).

Autore Lubich C.

UNITA' ESIGENTE - Noi dobbiamo essere uno col fratello, non in modo ideale, ma reale. Non in modo futuro, ma presente. Essere uno e cioè sentire in noi i sentimenti dei fratelli. Risolverli come cosa nostra, fatta nostra dalla carità. Essere loro E questo per amore di Gesù fratello. [...] Non è una cosa semplice. Essa esige il vuoto completo di noi: togliere dalla nostra testa le idee. Dal cuore gli affetti, dalla volontà ogni cosa per immedesimarci con gli altri. [...] Se siamo chiamati all'unità, la via per andare a Dio, per noi, passa dunque attraverso il fratello. E' per quel passaggio, a volte oscuro e tenebroso come una galleria, che si arriva alla luce. E' questo il misterioso cammino che Dio ci domanda per raggiungerlo. Egli vuole che perfezioniamo ogni ora quest'arte, a volte faticosa ed estenuante, ma sempre meravigliosa, vitale e feconda di ‛farci uno' con gli altri: l'arte di amare. E' la croce su cui ogni giorno dobbiamo inchiodarci: la nostra croce per eccellenza. Essa è la vita per noi e per chi amiamo; e, se reciproca, è la vita fra noi. E' Gesù. (LUBICH C., L'unità e Gesù abbandonato, Città Nuova 2005, pp 35 - 37).

Autore Lubich C.

UNITA' E GESU' ABBANDONATO - «... Sono convinta che l'unità nel suo aspetto più spirituale, più intimo, più profondo, non può essere capita che da quell'anima che ha scelto per sua porzione di vita ... Gesù abbandonato che grida: ‛Dio mio, perché mi hai abbandonato?'. [...] Gesù abbandonato è tutto. E' la garanzia dell'unità. Ogni luce sull'unità scaturisce da quel grido. Sceglierlo per unico scopo, unica menta, punto d'arrivo della propria vita è ... generare all'unità un'infinità di anime. Il libro di luce, che il Signore va scrivendo nella mia anima ha due aspetti: una pagina lucente di misterioso amore: Unità. Una pagina luminosa di misterioso dolore: Gesù abbandonato. Sono due aspetti di un'unica medaglia. [...] E' solo a forza di abbracciare con tutto il cuore Gesù abbandonato, tutto una piaga nel corpo e tutto una tenebra nell'anima che vi formerete all'unità ... Lì è il segreto del più grande ed ultimo sogno del nostro Gesù: ‛Ut omnes unum sint'. E voi e noi, fatti partecipi di questo infinito dolore, contribuiremo effettivamente all'unità di tutti i fratelli!». (LUBICH C., L'unità e Gesù abbandonato, Città Nuova 2005, pp. 66-68).

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

UNITA' DI SPIRITO - ... Questa somiglianza si chiama unità di spirito  perché lo Spirito santo la produce o vi predispone lo spirito dell'uomo; non solo, ma perché è essa stessa lo Spirito santo vero e proprio. [...] (Si realizza questa unità di spirito) Quando colui che è l'Amore del Padre e del Figlio - la (loro) unità e soavità, il (loro) bene, l'abbraccio, la comunione e tutto ciò che può essere comune all'uno e all'altro in quella suprema unità della verità e nella verità dell'unità - diviene a suo modo per l'uomo, in rapporto a Dio, ne più ne meno di ciò che egli è per il Figlio rispetto al Padre o per il Padre rispetto al Figlio, per effetto dell'unità consustanziale; quando nell'abbraccio e nell'intimità del Padre e del Figlio la coscienza beata si scopre in qualche modo coinvolta; quando - in una maniere ineffabile, impensabile.- l'uomo di Dio merita di diventare non già Dio ma quello che Dio è.  (G. DI SAINT-THIERRY, Opere/1, Lo specchio della fede, L'enigma della fede, L'epistola aurea, M. SPINELLI (Ed), Roma 1993, p. 276).

Autore Agostino d'Ippona s.

UNITÀ NELLA CARITÀ - Nell'edificio nuovo - in quello cioè che si costruisce dopo la schiavitù - le pietre vengono raccolte e strette a tal punto nell'unità per opera della carità, che non si pongono l'una sull'altra, ma tutte insieme costituiscono una sola pietra. Non meravigliatevene: è un effetto del cantico nuovo; è la conseguenza operata dalla carità. Ed è appunto a questa conformazione che ci spinge l'Apostolo il quale, dopo averci stretti in tale unità, ci compagina con queste parole: sopportandovi gli uni gli altri nella carità; studiandovi di conservare l'unità dello spirito nel vincolo della pace (Ef 4,2-3). Dove c'è l'unità dello Spirito là c'è un'unica pietra: un'unica pietra fatta di molte pietre. Come è possibile di molte pietre farne una sola? Sopportandosi a vicenda nell'amore. (AGOSTINO D'IPPONA S., Commento ai salmi di lode, Ed. Paoline 1986, p. 139).

Autore Barsotti D.

Gesù è un uomo per gli altri. E' l'uomo che è totale rapporto di amore. La comunione dell'uomo con gli altri non può essere vissuta che in quell'unità che Egli stesso ha stabilito nell'atto della Sua morte. Allora Egli fu uno e fu tutti. Fuori di quell'unità gli uomini non si incontrano, anzi neppure hanno il potere di incontrarsi per comunicare fra loro. L'ascesi di una liberazione dall'egoismo, che ci chiude e vuole trasformare gli altri in puro strumento per il proprio utile e godimento, non è vissuta che nell'ambito di una mistica unità che è il Corpo di Cristo. La comunione degli uomini tra loro è rapporto che suppone quell'unità: non l'unità della natura umana che il peccato ha spezzato e diviso, ma l'unità del Corpo di Cristo, che è stato compaginato ed è animato dal Suo Spirito. Così l'ascesi è la vita stessa dello Spirito che, come ha compiuto l'unità di un solo Corpo, così opera l'unità di una sola vita che è amore. (BARSOTTI D., Ascesi di comunione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2007, p.12).