Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Uomo

Autore Merton Thomas

UOMO MODERNO - La vita cosciente dell'uomo moderno è completamente persa in astrazioni intellettuali, in fantasie sensuali, in cliché politici, sociali ed economici, e nell'astuzia animalesca del detective o del venditore. Tutto ciò che è potenzialmente valido e vitale in lui è relegato nel subconscio: e il sesso non è ciò che è maggiormente incline a reprimere. La tragedia dell'uomo moderno è il fatto che la sua creatività, la sua spiritualità e la sua indipendenza contemplativa sono inesorabilmente soffocate da un super-ego che si è venduto senza discussioni o compromessi al demone della tecnologia. (Merton T., L'esperienza interiore. Note sulla contemplazione, San Paolo, Cinisello Balsamo 2005, p. 212).

Autore Barsotti D.

La liturgia orientale ci richiama continuamente a considerare il compito dell'uomo riguardo alla creazione visibile, il rapporto dell'uomo con le cose. Il paradosso dell'uomo! Nell'uomo si unisce il mondo fisico col mondo spirituale, egli è il nodo che stringe tutta la creazione divina. La stringe soltanto? Nell'uomo vi è soltanto una sintesi della creazione visibile e invisibile, spirituale e fisica? No! La sintesi che Dio ha compiuto della sua creazione nell'uomo è in ordine a una salvezza di tutta la creazione che sarà compiuta attraverso l'uomo. La creazione è salva, è redenta, tutta illuminata, tutta investita dalla luce precisamente in forza della Resurrezione del Cristo. E' nella glorificazione di un uomo, anzi dell'Uomo, del nuovo Uomo, - "Ecce Homo" (Gv 19,5), che tutta quanta la creazione esulta, glorifica Dio, tutta quanta la creazione è invasa di luce: non soltanto gli uomini, nemmeno soltanto la creazione fisica, ma anche gli angeli. L'uomo è veramente il pontefice di tutta la creazione divina. Ecco perché  essere uomo è più che essere angelo. L'uomo ha una funzione, una missione nella creazione che è superiore a quella dell'angelo. Il Cristo per questo ha assunto la natura dell'uomo e, assumendo la natura dell'uomo, Egli è divenuto la pietra angolare su cui è costruito e fondato il tempio di Dio, tutto l'edificio dell'ordine soprannaturale! E' vero che il Cristo sarebbe stato al centro della creazione anche se si fosse fatto angelo invece che uomo - lo è in quanto è il Figlio di Dio -, ma non è senza ragione che di tutte le creature Egli assuma la natura dell'uomo: il Verbo divino trova nella natura dell'uomo la maggiore convenienza all'esercizio della funzione, che è propria di Lui come centro e cuore dell'universo, come fondamento di tutto l'ordine soprannaturale. Di qui  una grandezza che è propria della natura umana: l'angelo può essere superiore all'uomo come creatura, non ha tuttavia la missione dell'uomo, perché non ha un rapporto con la creazione visibile come quello dell'uomo. (BARSOTTI D., Ascesi di comunione, San Paolo Balsamo 2007, pp.90-91).

Autore Moliniè M. D.

CREATURA SPIRITUALE - L'uomo esprime Dio? In una certa misura, sì. L'uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio, perché la sua natura è spirituale. Vi è qualcosa in comune tra il mistero di Dio e il mistero dello spirito.

Questo rende la creatura spirituale paradossale. Siamo creature e quindi limitati, la nostra natura è limitata, ma grazie al nostro spirito abbiamo qualcosa di infinito, una dimensione di apertura, di vuoto, un aspetto di tabula rasa capace di ricevere qualsiasi cosa, di diventare qualsiasi cosa. Il nostro spirito può ricevere tutto, perfino Dio: può vederLo faccia a faccia, se ciò gli è dato. È la nostra nobiltà più grande. (MOLINIÉ M. D., Il coraggio di avere paura, Ed. Parva 2006, p. 40).