Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Dizionario di spiritualità

Il dizionario di spiritualità si presenta come un’antologia di testi tratti dalla Sacra Tradizione della Chiesa Cattolica. La scelta dei temi, più che di rigore scientifico, è il frutto della risonanza che questi hanno prodotto nel cuore dei membri dell’Associazione che, avendone fatto oggetto di studio e di meditazione, li propongono ai lettori per condividere in pienezza la gioia di un incontro.

La lettura spirituale, infatti, situando il lettore nell’atto della Rivelazione, insegna, convince, corregge, forma alla giustizia l’uomo di Dio, abilitandolo a riconoscere in se stesso o a disporsi ad accogliere la stessa opera che Dio ha compiuto nell’autore, come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

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Volontà

Autore Malaval F.

La volontà o appetito razionale dell'uomo è una facoltà dell'anima che al seguito della conoscenza dell'intelletto abbraccia il bene e rigetta il male. In questa sola parte l'uomo è libero; essa sola rende buone o cattive tutte le azioni del corpo e dell'anima, secondo che essa per la sua libertà naturale le diriga ad un fine buono o cattivo. Essa è il principio del merito e del demerito negli uomini: i sensi e le altre facoltà sono capaci di bontà e di malizia per il suo assenso. Ne segue che quando la volontà non ha la sua operazione libera, come nei furiosi o in coloro che dormono, tutte le azioni che accadono allora nell'uomo si chiamano animali e non umane, e non possono renderlo né buono né cattivo.  (Malaval F., Pratica facile per elevare l'anima alla contemplazione, dial I).

Autore Lubich C.

VOLONTA' DI DIO - «Io non posso più avere la volontà mia; la mia volontà è sua. Vivrò facendo fedelissimamente la sua volontà anche nelle piccole cose; che, se quelle mancano, non ho fatto nulla per Lui». […] «Alle volte la volontà di Dio è dolore, è abbandono, è strazio. Volerla come unica ‛preferenza' dell'anima è rendere incrollabile l'unità della nostra anima con Dio e quindi col prossimo». (LUBICH C., L'unità e Gesù abbandonato, Città Nuova 2005, p.75).

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

TRASFORMATA IN AMORE - Questa volontà, in virtù della prevenzione e cooperazione della grazia, comincia ad aderire di buon grado allo Spirito Santo, che è l'amore e la volontà del Padre e del Figlio, iniziando a volere fortemente ciò che Dio vuole e ciò che la memoria e la ragione le suggeriscono di volere: e così, volendo fortemente essa diventa amore». (GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, Natura e valore dell'amore, in G. DI SAINT-THIERRY, Opere/3, La contemplazione di Dio, Natura e valore dell'amore, Preghiere meditate, M. SPINELLI (Ed), Roma 1998, p. 70).

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

↗ Connubio

Autore Francesco di Sales s.

AMARE LA VOLONTA' DI DIO - Bisogna che facciamo , una volta ogni settimana, un esercizio particolare per volere e amare più vigorosamente la volontà di Dio; e aggiungo: volerla e amarla più teneramente , più amorosamente che qualsiasi altra cosa del mondo, e non solo negli avvenimenti sopportabili, ma anche in quelli insopportabili. A questo riguardo, troverete qualcosa nel libretto del Combattimento spirituale che vi ho raccomandato tante volte. Figlia mia, anche se Dio ci privasse di tutto, non ci priverebbe mai di sé, finché non lo vogliamo noi stessi. Ma vi è di più: tutte le nostre perdite e le nostre separazioni non durano che un breve momento. (FRANCESCO DI SALES, Lettere di amicizia spirituale, San Paolo 2003, p. 106).

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

Già di lui la memoria riempiva e totalmente rapiva una volontà crocifiggente, o il desiderio - cioè una volontà veemente - [...].

Ma una volontà buona è già l'inizio dell'amore. Una volontà veemente, poi, se è come rivolta ad un assente è desiderio, se colpita da uno che è presente è amore - quando per lei che ama è disponibile nell'intelletto ciò che ama -.

Giacché l'amore di Dio è esso stesso sua conoscenza; egli, che non vien conosciuto se non viene amato né viene amato se non vien conosciuto e che, in modo assoluto tanto più è conosciuto quanto più è amato e tanto più è amato quanto più è conosciuto. (GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, Commento al Cantico dei Cantici, C. FALCHINI (Ed), Magnano 1991, p. 92-93).

Autore Agostino d'Ippona s.

LODE DI VOLONTA' - Dio cerca il cuore, guarda il cuore; ti è testimone e giudice nell'intimo, e lì ti approva, ti aiuta, ti premia. È quindi sufficiente che gli offra la volontà. Quando puoi lodalo e glorificalo con le labbra, e questo gioverà per la tua salvezza; ma quando non ti è possibile, credi a lui col cuore e ti gioverà ugualmente alla tua giustificazione (Cfr.: Rm 10,10). Loda, benedici il Signore col cuore; di cuore immola vittime sante sull'altare della tua coscienza e ti verrà risposto: Pace in terra agli uomini di buona volontà (Lc 2, 14). (AGOSTINO D'IPPONA S., Commento ai salmi di lode, Ed. Paoline 1986, p. 200).

Autore Francesco di Sales s.

RELAZIONE TRA VOLONTA' E AMORE - La volontà è fatta talmente per il bene che, appena lo scorge, si volge dalla sua parte per compiacersi in lui, quale suo oggetto più gradito e a cui è così strettamente congiunta che non è possibile definire la natura se non per il rapporto che ha con il bene; similmente non sarebbe possibile illustrare la natura del bene se non per il legame che ha con la volontà. Infatti, dimmi, per favore, Teotimo, cos'è il bene se non ciò che uno vuole? E cos'è la volontà se non la facoltà che indirizza e porta al bene o a ciò che viene creduto tale? La volontà dunque, scorgendo ed avvertendo il bene per mezzo dell'intelletto che glielo rappresenta, prova contemporaneamente un piacere improvviso e un compiacimento per tale incontro che dolcemente, ma con forza, la muove e l'attira verso quell'oggetto tanto amabile, per potersi unire a lui; e per giungere a tale unione gli fa ricercare tutti i mezzi più idonei.[...]. Il compiacimento e il movimento o fluire della volontà verso la cosa amabile è, parlando con esattezza l'amore; tuttavia in modo che il compiacimento sia soltanto l'inizio dell'amore e il movimento o il fluire del cuore che ne segue sia il vero amore essenziale. E così, sia l'uno che l'altro possono essere chiamati amore, ma in modo diverso: infatti, come l'alba può essere chiamata giorno, questo primo compiacimento del cuore alla cosa amata può essere chiamato amore; ma, come si considera vero cuore del giorno il tempo che va dalla fine dell' alba al tramonto del sole, così la vera essenza dell' amore consiste nel movimento e nel fluire del cuore che segue immediatamente al compiacimento e termina nell'unione. (FRANCESCO DI SALES s., Trattato dell'amor di Dio, RUGGERO BALDONI (Edd), San Paolo 2011, p. 122).

Autore Merton Thomas

VOLONTA' DI DIO E AMORE DEL PROSSIMO - Se volete sapere che cosa significa «volontà di Dio» nella vita dell'uomo, eccovi un modo per farvene un'idea abbastanza precisa: la «volontà di Dio» si trova in qualunque cosa ci venga richiesta per rimanere uniti gli uni agli altri nell'amore. Potete definire questo, se volete, il principio fondamentale della legge naturale: trattare gli altri come vorremmo che trattassero noi, non fare agli altri ciò che vorremmo non facessero a noi. In altre parole, la legge naturale ci richiede semplicemente di riconoscere in ogni altro essere umano la stessa natura, le. stesse esigenze, gli stessi diritti, lo stesso destino che abbiamo noi. La massima più semplice di tutta la legge naturale è: trattare gli altri uomini come se fossero uomini. Non agire come se il solo uomo fossi io, e ogni altro essere umano fosse un animale o un mobile.i

Tutto ciò che si esige da me per trattare davvero ogni uomo da essere umano, «Dio lo vuole da me in base alla legge naturale». Che questo mi piaccia o no, rimane tuttavia ovvio che io non potrò vivere una vita veramente umana, se abitualmente disobbedisco a questo principio fondamentale.

Ma non posso trattare gli altri uomini da uomini, se non ho compassione di loro. E devo almeno avere abbastanza compassione da rendermi conto che, quando essi soffrono, sentono quello che sento anch'io quando soffro. E se, per qualche ragione, non riesco a provare spontaneamente simile comprensione verso gli altri, allora è volontà di Dio che io faccia quanto è in mio potere per riuscire ad averla. Devo imparare a condividere con gli altri le loro gioie, le loro sofferenze, le loro idee, le loro esigenze, i loro desideri. Devo imparare a fare questo non solo quando si tratta di persone che appartengono alla stessa mia classe sociale, alla mia stessa professione, alla mia razza, alla mia nazione; ma anche quando gli uomini che soffrono appartengono ad altri gruppi, magari considerati ostili. Così facendo ubbidirò a Dio. Se mi rifiuto, Gli disobbedisco: Non si tratta quindi di cosa lasciata al capriccio di ciascuno.

(MERTON T., Semi di contemplazione, B. TASSO - E. LANTE ROSPIGLIOSI (Edd), Ed. Garzanti, 1991, p. 64).