Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Semi di contemplazione

Semi di Contemplazione, foglio di spiritualità con cadenza mensile, è la traduzione curata dalla Confraternita Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, del bollettino Oraison edito dall’Association Saint Jean de la Croix con sede nella diocesi di Bourges a Mers-sur-Indre, una piccola località del Berry, nel cuore della Francia, il cui moderatore è il padre Max Huot de longchamp.

Il foglio si compone di un passo tratto da un testo della Tradizione cristiana con un breve commento sull’autore e sul contenuto, e di un approfondimento di una tematica connessa alla vita di preghiera. Una breve rubrica, a cura del moderatore della Confraternita, Mons. Antonino Raspanti, chiude il foglio. Dal numero 100 conclusa l’Orazione dalla A alla Z, p. Max risponde alle domande più frequenti in materia di Orazione attraverso le parole dei grandi amici di Dio, dando vita a L’Orazione in domande.

Il foglio intende sostenere coloro che, toccati da Cristo, hanno deciso di accogliere la Sua proposta di condividere pienamente la loro vita con Lui, lasciando entrare Cristo in ogni angolo dell’esistenza, per non dividersi mai da lui; il salmista li chiama beati perché hanno deciso nel loro cuore di intraprendere il santo viaggio. Le parole dei grandi amici di Cristo sono fonte di luce e di gioia, come sa bene chi l’ha provato: fonte di luce perché aiutano a comprendere se stessi e la strada che si sta percorrendo, spesso avara di luci; fonte di gioia perché la condivisione fraterna delle meraviglie divine operate nei fedeli accresce la gioia di ogni cristiano.
Quando Dio agisce nel credente, crea sempre qualcosa di nuovo e di irrepetibile, che compie la naturale singolarità della persona. Discernere quest’opera per assecondarla è una necessità e un travaglio, che la stessa persona vive talvolta in modo doloroso. Ella cerca riscontri che non sempre le sono concessi, con il pericolo che, delusa e scoraggiata, abbandoni il cammino. In realtà il Signore la conduce e la sostiene nella comunione dei santi, cioè la Chiesa, dove ella scopre lentamente la sua singolarità esaltata nella relazionalità.

Ci auguriamo che il presente foglio fornisca qualche piccola luce a quei beati in cammino mentre, certo, non recherà dispiacere a coloro che sono avanti in esso.

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Numero 209 - Dicembre 2018

L'orazione di Natale con Maria

Autore: Bellintani Mattia

Commento di p. Max Huot de Longchamp.
L’AUTORE Paolo Bellintani (1534-1611), nato nei pressi del Lago di Garda, nel nord d’Italia, entra a 17 anni presso i cappuccini. Dopo solidi studi in filosofia e teologia, sacerdote nel 1560, è incaricato nel 1575 di organizzare tutta la giovane ..

IL TESTO Redatto nel 1573, la prima parte de La pratica dell’orazione mentale (ne conterà quattro) espone l’importanza e il metodo dell’orazione come cammino di santità, poi ne propone l’applicazione ai differenti misteri della vita di Cristo.
Bellintani distribuiva esemplari del suo opuscolo tradotto in francese alla corte di Enrico III e contemporaneamente ai novizi cappuccini, contribuendo così a fare dei conventi francesi formidabili focolai mistici in cui una generazione dopo si formeranno Benedetto di Canfield, padre Joseph o Constantin di Barbançon. La pagina che noi presentiamo qui corrisponde alla meditazione proposta per il mistero della Natività…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

La vocazione contemplativa (seguito)

In ogni caso, se ne riportano sempre i frutti; perché all’occasione si ha più forza per fare il bene e per respingere il male. V’è tale buona abitudine e tale virtù difficile, che si riceve quasi senza averne esercitato gli atti, a fronte di tale vizio o tale cattiva abitudine, da cui ci si trova liberi d’un colpo, senza sapere come. Infatti lo Spirito di Dio, divenendo più di prima il maestro dell’anima, per l’abbandono che gli facciamo delle nostre potenze e dei nostri atti, opera ciò che gli piace, non essendo la sua azione impedita dalla nostra, che è ora precipitosa, ora tardiva e ora contraria a ciò che egli vuol fare in noi. Tuttavia, Filotea, nessuno può dire che non operiamo in questa orazione…
Il tema della rubrica è: Pigrizia e discrezione.

Numero 208 - Novembre 2018

Pregare senza sapere di pregare

Autore: Grou Jean-Nicolas

1.Ci sbagliamo nel credere che la preghiera reale sia solo quella espressa, formale, sensibile e della quale possiamo rendere testimonianza a noi stessi. Da questo scaturisce l’idea di molti di non fare nulla nell’orazione quando in essa non vi è niente di evidente, niente che lo spirito o il cuore scorgano o sentano: il che porta spesso a rinunciarvi. Si dovrebbe però riflettere che «Dio sente, come dice Davide, la preparazione del nostro cuore» (Sal9,17); che non ha bisogno né delle nostre parole né dei nostri pensieri per conoscere la disposizione intima dell’anima; che la nostra preghiera, ancor prima di essere sviluppata con parole o in pensieri, si trova già in germe e in essenza nel profondo della volontà […]. Così, quando fu chiesto a s. Antonio quale fosse il miglior modo di pregare, rispose: «È, disse, quando si prega senza pensare di pregare». L’eccellenza di questa forma di preghiera sta nel fatto che l’amor proprio non vi trova più nulla a cui appigliarsi, né potrebbe sporcarne la purezza con i suoi sguardi...

Commento di p. Max Huot de Longchamp
L’AUTORE e IL TESTO Cfr. Semi n° 68 e 121.
§ 1. La maggior parte delle persone prega molto più di quanto non immagini. In effetti, pregare non è accorgersi di pregare, così come amare non è accorgersi di amare: la relazione tra due persone è trasparente e, se si cerca di verificare, immediatamente si distrugge, poiché si distoglie lo sguardo da colui con cui si era in relazione. Quando vogliamo “ascoltarci parlare” facciamo attenzione a noi stessi e non più al nostro interlocutore. Allo stesso modo, la preghiera s’interrompe non appena ci interessiamo ad essa piuttosto che a Dio: il peggior nemico della nostra vita spirituale è proprio volere che sia una vita spirituale riuscita, o semplicemente volerne prendere il controllo…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione
[Cosa è la contemplazione? (seguito)]
L’amore divenendo sempre più illuminato e desideroso di possedere il suo unico oggetto, scoprirà insensibilmente questa notevole imperfezione della nostra anima e l’origine di tutte le altre, cioè che essa si occupa e s’ingombra più attraverso il suo piacere, le sue sollecitudini e le sue fantasie particolari, di quanto non sia occupata o ingombrata dalle occasioni o dalle faccende del mondo. Non sono le cose che ci turbano, ma noici turbiamo per esse; e le nostre mozioni non ci trascineranno mai al di là della ragione se guardiamo ogni cosa razionalmente, cioè con la luce di Dio . In tal modo il contemplativo troverà più tempo di quanto non pensi per dimorare alla presenza di Dio, e non darà al mondo che i resti della sua applicazione e ciò che non potrà trattenere per l’infermità della sua natura.
[La vocazione contemplativa].
Per quanto riguarda la vocazione, eccone i segni principali…
Il tema della rubrica è
Unirsi a Cristo nel sacrificio dell’Eucaristia

Numero 207 - Ottobre 2018

Una fede lluminosa

Autore: Jean-Jacques Olier

1 La fede è una luce che ci insegna a rendere tutti i nostri doveri a Dio e ci insegna nel segreto dello spirito le vie per condurci presso di lui in tutti gli stati interiori ed esteriori della nostra vita. Questa fede è quella di cui s. Paolo dice “il giusto vivrà per la sua fede” (Gal3,11): “ilmio giusto”, dice Nostro Signore, e con queste parole testimonia la stima che ha di colui che egli conduce tramite la fede.
2. In effetti, è una attenzione meravigliosa di Dio ed una fedeltà prodigiosa,quella di vedere come si applica a istruire accuratamente l’anima che gli appartiene e che ha lasciato ogni aiuto di rivelazioni,di luci particolari e delle più sante creature. “Sono solo e povero”(Sal24,16): questa anima è...

COMMENTO DI PADRE MAX HUOT DE LONGCHAMP

IL TESTO Olier ha lasciato migliaia di pagine inedite, nelle quali cerca di fissare le sue intuizioni, spesso folgoranti, senza preoccuparsi di essere letto, né di rispettare la grammatica. Così senza modificarne il contenuto, ci siamo permessi di facilitare la lettura di una di queste pagine con qualche minuscolo ritocco.
§ 1. La fede è luce in quanto è la scienza stessa di Dio, che si imprime nella nostra intelligenza, dirà s. Tommaso, e per questo ci permette di vedere tutte le cose come Dio le vede. L’espressione “il mio giusto” rinvia a Ebrei 10,38: Olier qui e altrove, segue il suo pensiero e passa dalla Lettera ai Galati alla Lettera agli Ebrei senza preavviso.
§ 2. Proprio perché è scienza stessa di Dio, la fede supera la nostra intelligenza e la illumina“tramite vie segrete e pure”, e cessa di essere fede man mano che entra nelle nostre parole, nelle nostre immagini e nei...

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione


[Cosa è la contemplazione? (seguito)]

Il contemplativo, tramite una semplice risoluzione di non uscire dalla presenza di Dio, vi si conserva incessantemente, qualunque cosa faccia e a qualunque impiego si dedichi durante il giorno .[…]Questa abitudine una volta formata, custodisce un sentimento dolce e impercettibile di Dio presente , che sussiste tra i più grandi turbamenti dell’anima, come un piccolo fuoco sotto la cenere, il quale, quando vogliamo, si riaccende e diviene più forte e più attivo, per il pensieroche ci diamo di raccoglierci . Se questo sentimento non è sempre uguale, non bisogna affatto inquietarsi: la nostra anima è limitata e non può guardare diversi oggetti insieme con la stessa attenzione. I santi si lamentavano di non essere tanto raccolti nelle conversazioni degli uomini quanto lo erano nella loro solitudine. È sufficiente che non ci si dissipi o per negligenza o per troppa sollecitudine in ciò che si fa, e che l’occupazione a cui ci dedichiamo sia per la gloria di Dio, per la nostra salvezza e per il bene del prossimo, e che sia conforme alla nostra vocazione e Dio la invii senza che andiamo a cercarla da noi stessi, o con un falso zelo o con una segreta voglia di apparire o con un desiderio di consolazioni esterne. Supposte queste condizioni, v’è merito nel perdere qualcosa di questa presenza soave, che ci si potrebbe procurare, per dedicarsi più facilmente agli esercizi della vita attiva che non possiamo evitare e che...

Il tema della rubrica è:

Il Santo Rosario.

Numero 206 - Settembre 2018

Il meglio è nemico del bene

Autore: François Guilloré

1 Sarebbe sbagliato pretendere di spingere al massimo ogni persona che abbonda neldesiderio di perfezione.Spesso si è presi da questo fervore eccitante, dove al direttore [spirituale] sembra che il fuoco di un diretto sia una prova sufficiente per portarlo nelle vie più elevate. [...] Quasi tutti cercano di prendere il volo, volendo indifferentemente entrare nello spirito di unione, come se ogni altro modo fosse troppo basso per avanzare. Ciò non è forse favorire la corruzione del cuore umano, che domanda solol'elevazione?E questo tipo di condotta non sarebbe molto fuorviante, per il fatto che alimenterebbe ispirerebbe l'orgoglio, invece di distruggerlo e farlo morire? Ecco come a volte accade che la spiritualità distrugga le coscienze invece di edificarle! Spesso gli spiriti sono così infatuati da un folle amore per l'elevazione nelle cose più sante come nelleprofane...

COMMENTO DI PADRE MAX HUOT DE LONGCHAMP

IL TESTO Abbiamo avuto già modo di parlare della ricchezza delle Massime spirituali per la direzione delle anime, di Guilloré. Ne abbiamo qui un esempio, che ci dimostra come abbiamo a che fare con un maestro tra i più esperti. Spesso originalenelle soluzioni che propone, affronta praticamente tutte le problematiche riscontrate nel ministero della direzione spirituale, che consiste, ci dice nella sua prefazione, «nel generarenei cuori untenero amore per Gesù». Non si potrebbe consigliare manuale migliore a coloro a cui la Chiesa affida questo ministero.
§ 1. La perfezione non consiste nel fare delle cose perfette, ma nel fare perfettamente le cose, cioè, come Dio desidera che le facciamo. L’orgoglio si nasconde spesso sotto i nostri più ferventi desideri di santità, come se vi fosse altra santità che non sia quella difare la volontà di Dio, per quanto umile possa essere; cosa molto più esigente rispetto a quella di conquistare il cielo: «Preferirei portare una piccola croce di paglia che mi verrebbe messa sulle spalle senza averla scelta...

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione? (seguito)]

La contemplazione non è una considerazione delle opere della natura né una riflessione sui passi delle sante Scritture o dei Padri o delle vite dei Santi o dei libri spirituali, né la meditazione della vita e della morte del Salvatore del mondo né un’alta speculazione sugli attributi di Dio. Non è nemmeno una varietà di ragioni nell’intelletto né una moltitudine di affetti nella volontà né un sovvenire nella memoria di cose pie né un formarsi di immagini e figure nella fantasia. Non è, infine, né tenerezze né dolcezze né sensibilità, ma una vista semplice e amorosa di Dio presente, appoggiata sulla fede che Dio è dappertutto e che è tutto . Al punto che tutti gli oggetti della natura e della grazia, per perfetti che siano, non sono che mezzi per elevarci a Dio, considerandoli solo di passaggio e come con la coda dell’occhio, visto che ne abbiamo bisogno per dissipare le distrazioni e i pensieri che ci possono allontanare dalla sua amabile presenza.
Fil.: Padre, lodo Dio del fatto che comprendo molto bene ciò che m’avete insegnato. Buon Dio, quale deve essere la contentezza delle anime che gustano una volta il raccoglimento e godono Dio in fondo al cuore, rendendolo presente quando a loro piace!...

Il tema della rubrica è:

Rimanere uomini anche in condizioni disumane

Numero 205 - Luglio agosto 2018

Mistica nella quotidianità

Autore: Nicolas Armelle

1. Mi sembrava di essere figlia dell’Amore e che Lui era mio padre e la mia guida, che mi conduceva, come per mano, in tutto quello che bisognava fare; io non avevo altro bisogno che di concepirlo e di fare quello che mi comandava, senza mai allontanarmene. Mi insegnò a guardarlo così continuamente da mattina a sera, che non avevo altro intento nei miei pensieri e, se talvolta mi distoglievo un po’, subito mi rimettevo alla sua divina presenza e lì lavoravo per piacere solo a lui. Durante il mio lavoro mi intrattenevo con lui, l’amavo e gioivo in lui, mi relazionavo con lui come con un amico intimo. 

Commento di padre Max Huot de Longchamp:
L’AUTOREFiglia di contadini della regione di Ploërmel, in Morbihan, Armelle Nicolas rappresenta la Bretagna mistica del XVII sec., nel momento in cui Julien Maunoir, Jean Rigoleuc, Vincent Huby e molti altri missionari gesuiti suscitavano nella profonda Bretagna una pietà vigorosa e illuminata. Conosciuta e venerata come “la buona Armelle”, la sua vita quotidiana sarà quella di una domestica di castello, nonostante un breve passaggio presso le orsoline di Vannes, a cui resterà molto vicina, beneficiando così della direzione spirituale di Rigoleuc e di Huby. La sua vita interiore sarà quella di un’anima di fuoco, la cui audacia amorosa raggiunse quella della sua contemporanea di Tours, Maria dell’Incarnazione.

IL TESTO Il trionfo dell’Amor divino nella vita di una grande serva di Dio chiamata Armelle Nicolas è un’opera di 400 pagine redatta dall’orsolina Jeanne della Natività, confidente di Armelle. Nella prima parte, Jeanne ci dà la biografia di Armelle; nella seconda, ci presenta l’anima della sua eroina tramite un enorme numero di citazioni orali provenienti da conversazioni che lei ha raccolto con cura. Tradotte dal bretone, la loro freschezza e la loro spontaneità, come anche il controllo esercitato da Huby sulla loro redazione, permettono di pensare che sono state molto fedelmente riportate…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione? (seguito)]

Fil: Dal modo in cui mi parlate, padre mio, sembra che una persona oziosa o perfino addormentata nella preghiera possa credere falsamente che ha ben contemplato Dio.
Dir.: Ho parlato, di questo rimemorare di Dio molto sottile e molto spirituale, che tiene l’anima sempre tesa verso l’unico oggetto della sua vista e del suo amore; e senza dire espressamente che vuole o ama, ella vuole e ama con somma dolcezza e meravigliosa pace. A tal punto che se si domandasse a una persona che prega o è occupata in altro con questa presenza di Dio: Dov’è il vostro cuore? , ella potrebbe rispondere senza finzione:« Il mio cuore è in Dio: non voglio pensare che a lui e amare lui per quanto posso» […] Ella dirà questo a causa di un ricordo che sente di avere di Dio e nel quale in effetti si sforza di rimanere, secondo quanto glielo permette la sua debolezza. […]
Il tema della rubrica è:
Prendere il cibo in pienezza

 

Numero 204 - Giugno 2018

Mistero e mistica

Autore: Eudes Jean s.

Commento di padre MAX Huot de Longchamp:
IL TESTO Tra i 12 volumi degli scritti di s. Giovanni Eudes, La vita ed il regno di Gesù, costituisce un percorso completo di vita cristiana, una sorta di catechismo interiore destinato a farci vivere tutti gli avvenimenti dell’esistenza come Cristo li ha vissuti e ancor di più, come prolungamento degli eventi che Cristo ha vissuto e che continua a vivere in noi…

Cos’è un mistero? Quando meditiamo sui “misteri” del rosario, per esempio sul mistero della Natività, pensiamo prima all’evento storico: la nascita di Gesù a Betlemme 21 secoli fa. Ma questo evento rivela nella sua umanità uno stato permanente dello stesso Gesù nella sua divinità: la sua nascita eterna come Figlio di Dio. Così, dirà Pierre Bourgoing (cf.Semi n° 88), eccellente rappresentante della Scuola francese di spiritualità alla quale appartiene san Jean Eudes, “questi misteri sono stati passeggeri, e sono passati quanto alla loro azione ed alla loro sostanza [= in quanto eventi storici]; ma l’autore e il soggetto di questi misteri, Gesù Cristo, che ne contiene la grazia, la vita e lo spirito perpetuo, ,,
§ 2. Questa “vita spirituale e interiore nascosta con lui in Dio” è per l’esattezza la nostra vita mistica, più o meno sviluppata secondo la nostra vocazione, che si misura dalla coscienza che abbiamo del compimento di questi misteri in noi…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione (seguito)]

Dir.: Filotea, se siete fedele alla grazia di Dio, che non manca mai alle anime nello stato in cui egli ha deciso di elevarle, verrà un tempo in cui appena avete messo le ginocchia a terra, vi troverete tutta raccolta, senza bisogno di predisporre alcun soccorso esterno. Allora (sia bene inteso) un Veni Sancte Spiritus sarà per voi troppo lungo: vi costerà fatica anche fare il segno della croce, tanto sarete presa da Dio e unita a lui.
Fil.: E che bisogna fare quando ciò accade?
Dir.: Tutto è fatto; bisogna tenersi alla presenza di Dio. Prima infatti leggevate e pregavate per raccogliervi: ma dal momento che vi sentite raccolta e in riposo, fare ancora ricorso a queste minute preparazioni sarebbe indietreggiare.[…]. Aprite gli occhi, Filotea, con viva fede che Dio è in voi, ed eccovi subito in sua presenza; di modo che la contemplazione non è altra cosa che una vista fissa e amorosa di Dio presente…


Il tema della rubrica è:
Eros, Agape, unità e salvezza

Numero 203 - Maggio 2018

Santità e contemplazione

Autore: Pierre de Clorivière

Commento di padre Max Huot de Longchamp:
IL TESTO
In questo vero piccolo manuale della vita contemplativa, Clorivière distingue bene lo specifico di questa in rapporto alla santità propriamente detta. La santità è la nostra vita comune con Dio cioè il fatto che con la sua grazia, agiamo conformemente alla sua volontà; mentre la contemplazione è la coscienza più o meno sviluppata di questa presenza agente di Dio in noi. Il rapporto tra le due è quello che esiste tra amare ed essere innamorati. Amare è vivere la carità verso colui che amiamo, metterci al suo servizio, etc., indipendentemente dalla simpatia o antipatia che proviamo per lui. E Dio dona a tutti la grazia sufficiente per questo …

§ 1. La vita contemplativa è così imprevedibile come una qualsiasi storia d’amore! «Dio dà quello che gli appartiene quando vuole, come vuole e a chi vuole, senza fare torto a nessuno» (Teresa d’Avila). Pertanto non abbiamo nessun diritto nei suoi confronti, e nella nostra vita spirituale la secchezza può seguire al fervore. Forse si obietterà che Dio è molto crudele! No, perché la felicità non è nell’essere innamorati, ma nell’ amare: due sposi sanno bene che si ama più e meglio dopo 50 anni di matrimonio che nel giorno del fidanzamento, anche se non hanno più gli stessi slanci…


François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione]

[Il direttore]: O Filotea, quand’anche faceste i più bei ragionamenti del mondo sulla potenza di Dio e sulla creazione del cielo e della terra e conosceste nella vostra orazione tutto ciò che i Padri e i Dottori hanno mai conosciuto in proposito, cosa sarebbe questo, vi prego, rispetto al guardare Dio in se stesso? Dio non è più della potenza, del cielo, della terra e di tutti i pensieri degli uomini?
Vi chiedo quale sarebbe la più saggia e la più accorta tra due fanciulle fatte chiamare dal re per conversare con loro e comunicar loro tutti i segreti del suo cuore, quella che passando con magnifica celerità attraverso tutte le sale e le camere del palazzo, senza osservarne una con attenzione, ma solo quel tanto che si può camminando in grande fretta, andasse dritto al gabinetto del re? o quella che considerando le bellezze del palazzo, i marmi, i dipinti, gli arredi, lodasse dovunque la magnificenza del re e non andasse mai a trovarlo? […]…
Questo re è Dio, il quale vuole sposare le nostre anime fin da questa vita ed essere una sola cosa con esse tramite una carità molto intima e perfetta . Il suo palazzo reale è questo universo, composto dal cielo e dalla terra, che gli è costato solo una parola. Questo palazzo non è dunque Dio, e per bello e perfetto che sia, egli ne potrebbe creare un’infinità di più perfetti e di più belli. Pertanto la considerazione di questo mondo, che è soltanto un niente, non può costituire la nostra beatitudine. Finché vi piacerà fate riflessioni eccellenti sugli astri e sugli animali, sulle piante, sulle pietre preziose e su tutte le altre parti della natura; abbiate anche una conoscenza altissima dell’uomo, che è il compendio del mondo, per il quale Dio l’ha creato: tutti questi ragionamenti sono capaci di condurvi a Dio, ma né il mondo né i vostri ragionamenti sono Dio…
Il tema della rubrica è
Lo Spirito conduce alla verità

Numero 202 - Aprile 2018

Un amore eterno e immenso

Autore: Bernardin di Parigi

Commento di padre Max Huot de Longchamp

L’AUTORE Figlio naturale del re Enrico IV e di una sconosciuta, Bernardin di Parigi entra nel 1622 presso i cappuccini del convento di Faubourg Saint Jacques, dove ebbe per maestro Honoré de Champigny e Martial d’Étampes (cf.Semi n°94) essi stessi discepoli di Benoît di Canfield (cf.Semi n° 43). ..
IL TESTOIl perfetto novizio è un voluminoso manuale di formazione alla vita religiosa, documento importante sulle pratiche delle comunità dell’epoca. Il tono generale è più ascetico che mistico e dona l’immagine di una certa severità nelle osservanze, ma Bernardin talvolta esce dal suo discorso piuttosto scolastico per dar libero sfogo alla sua vita interiore, come si vede in questa pagina.
§ 1.Essere felici che Dio sia quello che è, vedendosi immersi nella conoscenza e nell’amore che ha di se stesso: si vede qui la genia spirituale, discepolo di Benoît di Canfield e di Martial d’Étampes. Amarsi e amarci, conoscersi e conoscerci, essere e farci essere: in Dio è un tutt’uno. La nostra felicità consiste nel lasciareche dispieghiin noi questo atto unico tramite il quale vuole soltanto essere se stesso in noi. Quello che potrebbe sembrare un semplice virtuosismo verbale, prende qui gli accenti di una tenerezza tutta salesiana: questo Dio di cui “l’essenza è la sua conoscenza” è “amorevolmente amante, ci portava nel suo cuore e ci amerà sempre”….

François Malaval (1627-1719)
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione]

Dir.: Lo Spirito Santo ispira quelli che vuole e quando vuole egli ha dato a me il desiderio di istruirvi in questo argomento e a voi quello di ascoltarmi . Spero che farà la grazia a tutti e due di ben adempiere al nostro obbligo.
Filotea, sebbene come vi ho prescritto, abbiate l’usanza di salutare il Santo Sacramento prima di parlarmi, ed io abbia fatto altrettanto quando sono venuto, mettiamoci entrambi alla presenza di Dio per lo spazio di un’Ave Maria, senza pronunciar niente né con la mente né con la bocca, ma solo con l’intenzione di ascoltarlo interiormente, perché egli dica al nostro cuore ciò che vorrà e benedica il nostro colloquio. Silenzio dunque, sia nella mente sia nella lingua per ascoltare Dio...


Il tema della rubrica è:
Una Pasqua con Maria Maddalena

Numero 201 - Marzo 2018

Orazione nell'aridità

Autore: Marc della Natività

Commento di padre Max Huot de Longchamp:
L’AUTORE Angioino, Marc entra a 15 anni presso i Carmelitani di Rennes, nel momento in cui la riforma detta “di Turenna” è in piena espansione sotto la guida di Jean di Saint Samson (cf.Semi 22), poi di Mauro di Gesù Bambino (cf.Semi 62). Nel suo ordine avrà numerose responsabilità di governo, ma sarà soprattutto formatore dei suoi fratelli come maestro dei novizi.

IL TESTO Metodo chiaro e facile per fare bene l’orazione mentale ed esercitarsi con profitto alla presenza di Dio, è il quarto di cinque volumi del Direttorio per la formazione dei novizi della riforma di Turenna. Il Padre Marc vi spiega minuziosamente e passo dopo passo il modo di mettere in pratica una vita di orazione carmelitana molto classica, rivolta verso l’interiorità e la contemplazione.
§ 1. L’aridità non è secchezza. Questa è lo stato normale di un’anima contemplativa che viaggiando “alla velocità di crociera”, non avverte alcun fervore particolare nella sua orazione, senza però esser tentata di lasciar perdere una vita di preghiera in cui il cielo sembra chiuso, come avviene nel caso dell’aridità. Proprio in questo stato, la fede deve esercitarsi allo stato puro: non tanto un salto nel vuoto, ma nella fiducia molto semplice nella presenza amante di Dio, che vuole che ci si appoggi solo a lui...

 

François Malaval (1627-1719)
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

Avvertenza

D’altronde ho indicato i segni che si devono supporre prima di condurre le anime alla contemplazione. Quelle che non avranno alcun segno dunque non vi pretendano, e lascino le altre in pace […]
Alcuni piangeranno di gioia trovando il loro stato schiettamente presentato, mentre prima lo guardavano con scrupolo o inquietudine, poiché è molto astratto e lontano dalla devozione sensibile e dal modo ordinario di pregare, cosa da essi tenuta per sospetta.

Primo Dialogo

Filotea: Eccomi, padre mio, nell’ora in cui mi avete ordinato di venire a trovarvi: vi confesserò subito che sono stata tentata di essere più diligente del solito, tanta è la voglia d’imparare qualcosa di questa bella contemplazione, che avete promesso d’insegnarmi.
Direttore: Avete motivo di credere, Filotea, che il pensiero di venire prima poteva essere una tentazione, perché nel cercare di sapere le cose di Dio non bisogna voler essere più diligenti del proprio direttore; e l’obbedienza è una grande maestra della scuola mistica, che fa avanzare di più le anime in un giorno, di quanto non potrebbero in tanti anni tutte le loro cure e le loro fatiche. Bisogna davvero correre con tutte le forze verso la perfezione, ma non bisogna correre senza briglia e senza misura…


Il tema della rubrica è: Il silenzio e le parole del Crocifisso.

Numero 200 - Febbraio 2018

I giochi dell'amore

Autore: Marguerite Romanet

Commento di p. Max Huot de Longchamp:
L’AUTORE Sappiamo di Marguerite Romanet, solo quello ci dice il carmelitano p. Paul del Santo Sacramento, suo direttore spirituale, nell’opuscolo intitolato: Idea sulla vera pietà nella vita, virtù e scritti della signorina Marguerite Pignier, moglie del nobile defunto, Claude Aynart Romanet…
IL TESTO L’opuscolo di p. Paul si compone di una prima parte in cui descrive le virtù di Marguerite, nella quale sono inserite una decina di pagine che corrispondono, assicura l’autore, alle parole stesse di Marguerite. Di fatto, la loro freschezza e la spontaneità del loro stile orale lasciano pensare che non siano state ritoccate e da esse prendiamo il testo citato qui. Una seconda parte dedicata al suo insegnamento, è stata probabilmente ritoccata un poco nella forma.
§ 1. Dio non è un blocco di marmo e la contemplazione non è un’idea fissa: l’esperienza mistica è quella di una relazione intensa tra due persone vive, «che esercitano gioiosamente le arti e i giochi dell’amore»…

François Malaval (1627-1719)

PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

Chi era François Malaval?

Figlio di un ricco armatore di Marsiglia, François Malaval nacque nel 1627 e perse la vista a nove mesi. Dei precettori gli permisero nondimeno di fare degli eccellenti studi, fino al dottorato in teologia alla Sorbona. Presente in tutti i dibattiti del suo secolo, sarà il corrispondente del filosofo Gassendi, della regina Cristina di Svezia e di uomini di Chiesa come il cardinale Bona (cfr.Semi 90), al quale dedicherà l’opera della quale ci occupiamo. Molto conosciuto a Marsiglia, il suo buon carattere, la sua carità e la sua pietà ne faranno il padre spirituale della sua città natale in cui vivrà fino a 92 anni, e dove i suoi funerali furono celebrati quasi come una canonizzazione…


All’Eminentissimo Signor Cardinale Bona

[…] Volendo testimoniare a Dio la mia riconoscenza per le tenebre esteriori con cui ha coperto i miei occhi quasi dall’inizio della mia vita, presento al mondo delle tenebre che gli fanno vedere la luce di Dio, tenebre sante e preziose che sono i veli della divinità, e che Dio ha messo nel mondo affinché coloro che non vedono possano vedere e coloro che vedono divengano ciechi , essendo fin troppo vero che tali tenebre sono l’oscurità degli uni e la luce degli altri…

Il tema della rubrica è
Quaresima alla luce della Trasfigurazione

Numero 199 - Gennaio 2018

L'orazione mistica

Autore: Romano Guardini

Commento di padre Max Huot De Longchamp:
L’AUTORE Romano Guardini nasce a Verona, in Italia, poco prima che la sua famiglia emigri in Germania, a Magonza, dove sarà ordinato sacerdote nel 1910. Riceve la sua formazione teologica a Friburgo in Brisgovia e a Tubinga; insegna in questa città, poi a Monaco,dove eserciterà una profonda influenza sul giovane Joseph Ratzinger, futuro Benedetto XVI….
IL TESTO Tra l’abbondante produzione di Romano Guardini, il suo piccolo libro Introduzione alla preghiera è una presentazione notevolmente chiara, semplice e profonda della preghiera cristiana, da un punto di vista che è prima di tutto quello del teologo, preoccupato di fondare sulla dottrina tutte le differenti forme di devozione ed esplorare tutte le dimensioni della nostra relazione con Dio. Ma la teologia di Guardini resta sempre vicinissima alla Scrittura, meditata davanti al tabernacolo, e la chiarezza di quello che ci dice qui sulla preghiera contemplativa, attesta che ha lui stesso esperienza di ciò di cui parla.
§ 1. “Improvvisamente, Dio è lì”. Ecco quello che distingue la contemplazione propriamente detta da tutte le altre forme di preghiera: Dio vi s’ impone in primo piano alla coscienza, mentre nelle altre egli è in secondo piano. Le relative posizioni di Dio e dell’uomo si trovano invertite: non ci si rivolge più a Dio, lo si riceve perché si rivela allora “più intimo a me di me stesso” ci dice s. Agostino; non è più oggetto del pensiero dell’orante, ma tende a identificarsi con lui, perché“si produce una presa interiore immediata”…
L’IMITAZIONE DI GESÙ CRISTO
Tradotto e commentato per i lettori di Semi

L’Eucarestia(segue)
IV,12. Colui che si appresta a comunicarsi con Cristo, deve prepararvisi accuratamente

[Voce del Diletto]: Io sono colui che ama la purezza e che dona ogni santità, che chiede un cuore puro: è lì che si trova il luogo del mio riposo.
Preparami un grande cenacolo nel quale io potrò distendermi e farò presso di te la Pasqua con i miei discepoli. Se tu vuoi che io venga verso di te e che dimoriin te, elimina il fermento vecchio e purifica la cella del tuo cuore. Rigetta tutto quello che è del mondo e il tumulto dei vizi; posati come passero solitario sul tetto (Sal 101,8) e pensa alle tue colpe nell’amarezza della tua anima. In effetti, colui che ama prepara al suo dilettoil luogo migliore e più bello, perché in questo si riconosce l’affetto di colui che l’accoglie. Ma sappi che non sei tu che puoi soddisfare questa preparazione per merito della tua azione, anche se ti preparassi un intero anno senza avere altro in mente : è per la mia sola pietà e grazia che ti è permesso di accostarti alla mia mensa, come un mendicante invitato al pranzo di un ricco, che non avrebbe nient’altro da dargli in cambio dei suoi benefici che la sua umiltà e la sua riconoscenza…
Il tema della rubrica è: La quotidianità redenta.