L'orazione in domande

«Lo sviluppo di una vita di orazione è legato a una pratica frequente della confessione?»

 

«Si può considerare l’adorazione del Santissimo Sacramento come tempo di orazione? L’una può sostituire l’altra?»

 

«Perché alcuni sono “programmati” per essere contemplativi e altri no? In che misura una persona vicina (coniuge, parente, sacerdote…) può aiutarci a passare nella categoria dei contemplativi, se siamo “programmati non contemplativi”»?

 

«Ho l’abitudine di pregare per i defunti. Ma mi domando perché. È efficace? Quelli della mia famiglia che nomino nella mia preghiera, usciranno prima degli altri dal purgatorio?».

 

«Lei non cessa di ripetere che la preghiera è grazia. Se la grazia è veramente preveniente, a che serve andare al catechismo, o invitare la gente a pregare? E in ogni caso, come e perché cominciare se la grazia non c’è?».

 

È necessario darsi un tempo minimo di orazione? Anche se si tratta solo di dieci o quindici minuti, questo “obiettivo” mi sembra che mi faccia concentrare sul mio orologio… Un principiante può non fissare alcun termine di tempo, provando a essere attento semplicemente alla presenza del Signore per quanto lo può, anche se questa è senza dubbio all’inizio molto modesta…?

 

«Si può fare orazione guidando l’auto?»

 

«Penso che la nostra epoca abbia un grande bisogno non tanto di essere messa in guardia contro gli eccessi della mortificazione, quanto piuttosto di essere incoraggiata a rischiare nella sequela del Signore sulla via dello sforzo e del sacrificio…».

 

«Una malattia psichica è di ostacolo a una vita di orazione? »

 

«La pratica dell’orazione può essere un rimedio a certi mali psichici?»

 

«Malgrado tutti i miei sforzi, durante l’orazione mi addormento! Che fare?»

 

« So bene che l’orazione è un tempo donato a Dio, ma io ho ugualmente l’impressione di “perdervi” il mio tempo, mentre ci sarebbero tante cose utili da fare per i miei fratelli!»

 

«Mi si domanda spesso di pregare per questa o quella persona. Ciò serve a qualcosa? Posso cambiare la volontà di Dio sugli altri? La preghiera di intercessione fa parte dell’orazione? Quando penso a una persona precisa, mi sembra di pregare meno bene…»

 

C’è una relazione tra la pratica delle mortificazioni (privarsi di questo o quel piacere, obbligarsi a cose sgradevoli, ecc.) e la crescita spirituale?

 

Nel corso dell’orazione, sono disturbato da pensieri orribili, da tentazioni blasfeme e da altre immagini ossessive … Il demonio c’entra qualcosa? Devo continuare a fare orazione in queste condizioni? C’è un rimedio?

 

Tra questi fenomeni, come discernere i veri dai falsi?

 

Come spiegare le visioni, le rivelazioni, le stigmate e gli altri fenomeni straordinari nella vita contemplativa?

 

Qual è il ruolo degli angeli nella vita spirituale? E in primo luogo, esistono?

 

Qual è il ruolo della Vergine Maria nella vita di orazione?

 

C’è una posizione migliore di un’altra per fare orazione?

 

«S. Teresa d’Avila e molti altri ci parlano delle meraviglie del “matrimonio spirituale” e altre situazioni paradisiache per coloro la cui vita spirituale si sarà sviluppata fino al culmine. Una tale felicità è realmente possibile, o questo è solo un modo di dire? E se sì, con quale frequenza? Non bisogna attendere di essere morti per conoscere la vera felicità?».

 

«Amo molto i testi che ogni mese leggo in Semi. Ma perché non mi hanno insegnato ciò al catechismo? Perché non veniamo educati all’orazione fin dall’inizio della vita cristiana?».

 

Come sapere se si ha una «vocazione»? (segue)

 

Come sapere se sono chiamato/a alla vita contemplativa? Come sapere se ho una «vocazione»?

 

«Qual è il posto di Satana nella vita spirituale? Come sapere se non sono vittima dei suoi inganni quando io credo di avere a che fare con Dio?»

 

Qual è il tipo di rapporto tra l’orazione e l’ufficio divino? Non si può, contemporaneamente, raccogliersi e pensare a ciò che dicono i salmi che si recitano?

 

Si può fare orazione durante la messa? Quando il mio dovere di stato non mi permette di aver tempo sufficiente per la messa e per l’orazione, che scegliere?

 

La pratica della vita di orazione porta alla vita apostolica?

 

C’è un metodo specifico d’orazione per i bambini?

 

Da quale età un bambino può praticare l’orazione?

 

Si può, si deve incoraggiare un’amicizia come quella di s. Francesco di Sales e s. Giovanna di Chantal?

 

Si può realmente donare la propria vita a Dio come s. Teresa d’Avila o s. Giovanni della Croce, amando totalmente qualcun altro nello stesso tempo? Amare Dio «con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le proprie forze» lascia posto a un fidanzato o a dei figli?

 

Recitare il rosario non è forse un modo di fare orazione?

 

Secondo quanto dite, più ci sono secchezze, prove, distrazioni nella vita spirituale, meglio è! Bisogna allora rifiutare tutto ciò che è gradevole?

 

E l’interferenza tra la direzione spirituale e la vita familiare? È delicato confidare al proprio direttore delle cose che non si dicono al proprio coniuge… Il direttore può turbare la vita coniugale o suscitare gelosie?

 

Non riusciamo a pregare insieme in famiglia… È possibile avere una vita di preghiera intensa, quando il coniuge non lo comprende?

 

Ora, all’interno di questa vocazione fondamentale all’unione divina, come mantenere questa unione fuori dai momenti di orazione, allorché l’azione richiede tutta la nostra attenzione, e molto spesso ci distrae dal pensiero di Dio?

 

Dal momento in cui si fa la volontà di Dio, si è uniti a lui e si è santi; così che in realtà si fa orazione per tutta la giornata! Perché, allora, riservare dei momenti particolari all’orazione?

 

«Dai ritiri spirituali alle sessioni di formazione o nelle scuole di preghiera, mi sono stati proposti molti metodi di orazione … senza successo! In effetti, esiste un metodo e, se sì, è indispensabile?»

 

Supponiamo che quanto scritto sopra sia rispettato, dobbiamo consacrargli tutto il tempo libero?

 

Quanto tempo si deve riservare ogni giorno all’orazione? Il massimo sarebbe consacrarle tutto il mio tempo libero?

 

Cerco da diversi anni un direttore spirituale, e vado da un fallimento all’altro. S. Francesco di Sales, per esempio, ci dice tuttavia che averne uno è indispensabile. Allora, Dio come può lasciarmi così a secco?

 

Lei dice spesso che la vita spirituale non è una questione di esserne degni. Ma io sono paralizzato dall’evidenza della mia indegnità… Dei peccatori come me possono veramente fare orazione? Non dovrebbero prima essere un po’ più santi?

 

Come sapere se sono chiamato ad una vita di orazione più sviluppata? Più abbondante in ogni caso della media dei cristiani? Devo ricorrere a un direttore spirituale per saperlo?

 

Quando voglio fare orazione, le sollecitazioni più ridicole (rimettere altra legna nel fuoco, chiudere una finestra…) mi assalgono, invece mi raccolgo spontaneamente davanti a un bel paesaggio, come se il solo fatto di cercare di pregare mi impedisse di pregare!

 

Nonostante le buone risoluzioni che prendo, il mio tempo di orazione trascorre a fantasticare. In fondo, io mi domando se ciò sia grave…

 

Per degli anni, prima bambina poi fanciulla, rendevo grazie dopo la comunione con fervore. Adesso, anche con i più bei testi, al massimo dopo cinque minuti, sono assolutamente all’asciutto, distratta, etc.

 

Dopo mesi che mi impegno ad essere fedele all'orazione, ho l'impressione di essere sempre meno fedele all'insieme della mia vita cristiana. E sono giunta al punto di chiedermi se devo veramente continuare ...

 

Ho molto semplicemente la sensazione di perdere il mio tempo nell’orazione: non ho che distrazioni, non mi rende migliore, e durante questo tempo potrei fare delle cose utili al prossimo…