Abbraccio

Autore Newman J. H. b.

ABBRACCIO BENEDICENTE – Quando lo vidi (Figlio Prodigo di Rembrandt), il mio cuore ebbe un sobbalzo. Dopo il mio lungo, logorante viaggio, il tenero abbraccio tra padre e figlio esprimeva tutto ciò che desideravo in quel momento. Ero veramente il figlio stremato da lunghi viaggi; volevo essere abbracciato; stavo cercando una casa dove sentirmi al sicuro in un luogo dove provare un senso di appartenenza, un luogo dove potermi sentire a casa. Molte cose sono accadute negli anni e nei mesi che seguirono. Anche se l’estrema stanchezza mi aveva abbandonato ed ero tornato alla vita dell’insegnamento e ai miei viaggi, l’abbraccio di Rembrandt è rimasto impresso nella mia anima molto più profondamente di qualsiasi altro sentimento temporaneo di origine emotiva. Mi aveva messo in contatto con qualcosa, dentro di me, che sta molto al di là degli alti e bassi di una vita movimentata, qualcosa che rappresenta l’incalzante struggimento dello spirito umano, il desiderio ardente di un ritorno finale, di un inequivocabile senso di sicurezza, di una dimora stabile. […]. “tornare a casa” per me significava camminare passo passo verso Colui che mi attende a braccia aperte e mi vuole stringere in un abbraccio eterno. (NOUWEN H. L’abbraccio benedicente, BRICCHI M. (Ed), Queriniana 2011, pp. 11-12; 14).

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