Combattimento

Autore Merton Thomas

Vedi Contemplazione

Autore Origene

Se le guerre [dell’Antico Testamento] non avessero simboleggiato le guerre spirituali, ritengo che i libri storici dei giudei non sarebbero mai stati trasmessi ai discepoli di Cristo, lui che è venuto per insegnare la pace. Mai sarebbero stati trasmessi dagli apostoli come lettura da fare nelle assemblee. A cosa infatti avrebbero potuto servire tali descrizioni di guerre per coloro che hanno sentito dire da Gesù: « Vi do la mia pace, vi lascio la mia pace » (Gv 14,27), per coloro ai quali è stato ordinato da Paolo: « Non fatevi giustizia da voi stessi » (Rom 12,19) e « Perché non subire piuttosto l’ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò che vi appartiene? » (1 Cor 6,7)
Paolo sa benissimo che non abbiamo più da fare battaglie materiali; invece occorre combattere con ogni sforzo, nel nostro animo, contro i nostri nemici spirituali. Come farebbe il capo di un esercito, egli dona questo precetto ai soldati di Cristo: « Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo » (Ef 6,11). E affinché potessimo guardare alle azioni degli antichi, come a modelli per le guerre spirituali, ha voluto che ci fosse letto nell’assemblea il racconto delle loro imprese. Così, se saremo spirituali, noi che impariamo che la « legge è spirituale » (Rom 7,14), ci avvicineremo a tale lettura delle « cose spirituali in termini spirituali » (1 Cor 2,13). Così possiamo considerare attraverso quelle nazioni che hanno combattuto visibilmente Israele, quale è la potenza di queste nazioni di nemici spirituali, di questi « spiriti del male che abitano nelle regioni celesti » (Ef 6,12), che sollevano guerre contro la Chiesa del Signore, nuovo Israele. (ORIGENE, Omelie sul libro di Giosuè, 15,1-4 ; SC 71, 331,345).

 

Autore Benedetto XVI

L’esistenza cristiana è una lotta senza tregua, nella quale si utilizzano le armi della preghiera, del digiuno e della penitenza. Lottare contro il male, contro ogni forma di egoismo e di odio, morire a se stessi per vivere in Dio, rappresenta l’itinerario che ogni discepolo di Gesù è chiamato a percorrere con umiltà e pazienza, con generosità e perseveranza. (BENEDETTO XVI).

Antonio Abate

Se vivrai sempre nel tuo cuore con umiltà di pensiero, con il ricordo della morte, l’autorimprovero, la contraddizione e l’invocazione di Gesù Cristo; se, giorno dopo giorno, sobriamente, percorrerai armato di tali armi la strada stretta ma gioiosa e piena di grazia dell’intelligenza, allora giungerai alle sante visioni delle cose sante. Il Cristo, nel quale sono i tesori nascosti della Sapienza e della Conoscenza, nel quale abita la pienezza della divinità corporalmente, illuminerà per te i misteri profondi. Dinanzi a Gesù, infatti, sentirai che ha preso possesso della tua anima lo Spirito santo dal quale la mente dell’uomo riceve luce per guardare a volto scoperto la gloria del Signore. «Nessuno, dice che Gesù è il Signore, se non nello Spirito Santo», che misteriosamente conferma il cercatore del Signore». (ANTONIO ABATE S., Filocalia, 29).

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Catechismo alla scuola dei santi

Le fiamme dell’inferno

Abbiamo visto che tutta la felicità che desideriamo risiede in una completa comunione di vita con Dio e con i nostri fratelli (cfr. Semi n. 221), di modo che il cielo corrisponde alla perfezione di questa unione e l’inferno all’assoluta disunione. Per questo,
“Se, per assurdo si potesse amare Dio all’inferno, e … Leggi tutto about “Le fiamme dell’inferno”…

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