Ebrezza

Autore Ruusbroec G.

EBREZZA SPIRITUALE – Il piacere del cuore conduce all’ebbrezza spirituale. La si ha quest’ebbrezza quando uno percepisce più gioia e gusto spirituale di quanto il suo cuore possa desiderare e contenere. Quest’ebrezza spirituale porta a dei gesti strani e inconsueti. In tale stato, per l’abbondanza della loro intima gioia, alcuni prorompono in canti e lodi di Dio. Altri, per la troppa gioia del cuore, si sciolgono in lacrime. Alcuni vibrano in tutto il corpo, al punto da non poter star fermi, e si sentono irresistibilmente spinti a correre, saltare, tripudiare e battere le mani. Altri si chiudono nel silenzio e si liquefanno. C’è chi pensa che tutti sentano ciò che sente lui e chi invece crede che nessuno abbia mai provato ciò che lui prova. Più spesso ancora alcuni s’aspettano che tale delizia non finirà mai e che essi, comunque, non potrebbero più vivere senza di essa. Altri sentono anche come se Dio appartenesse solo a loro e tutto a loro. Moltissimi si meravigliano che non siano tutti spirituali e immersi in Dio. Questa certamente, anche quanto al casto piacere del corpo, è la più dolce vita che un uomo possa vivere sulla terra. (AMOROSO F. (Ed), Giovanni Ruusbroec. Lo splendore delle nozze spirituali, Città nuova 1992, pp. 100-101).

 

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Catechismo alla scuola dei santi

Le fiamme dell’inferno

Abbiamo visto che tutta la felicità che desideriamo risiede in una completa comunione di vita con Dio e con i nostri fratelli (cfr. Semi n. 221), di modo che il cielo corrisponde alla perfezione di questa unione e l’inferno all’assoluta disunione. Per questo,
“Se, per assurdo si potesse amare Dio all’inferno, e … Leggi tutto about “Le fiamme dell’inferno”

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