Infermità

Autore Barsanufio s. e Giovanni monaci reclusi

RINGRAZIARE CON PAZIENZA NELL’INFERMITA’ –  L’infermità è una lezione di Dio e serve ad aiutarci a ringraziare sempre più Dio. Non era forse Giobbe un vero amico di Dio? Cosa non ha sopportato, benedicendo e glorificando Dio? Alla fine la sua stessa pazienza lo portò ad una incomparabile gloria. Così anche tu sappi sopportare e «vedrai la gloria di Dio» (Gv 11, 40). Non rattristarti se per infermità non puoi praticare il digiuno; Dio non esige mai fatiche superiori alle possibilità di ciascuno. Dopo tutto, cos’è il digiuno se non il freno per moderare un corpo sano e renderlo docile, liberarlo dalle passioni, in accordo con le parole dell’Apostolo: «Quando sono affranto, è allora che sono forte» (2Cor 12,10)? Ma l’infermità è più che un freno, così sostituisce il digiunare ed è considerata di maggior merito. Chi sopporta con pazienza, ringraziando Dio, come premio alla sua pazienza, riceve il frutto della salvezza. Un corpo malato è indebolito dall’infermità, non vi è bisogno di togliergli le forze col digiuno. Ringrazia Dio di essere dispensato dal travaglio del digiuno. Non preoccuparti anche se mangi dieci volte in un giorno; non sarai giudicato per questo, purché tu non lo faccia per il tuo piacere. (S. BARSANUFIO e GIOVANNI monaci reclusi, Lettere ascetiche, 43).

 

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