Intelletto

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

↗ Connubio

 

Autore Guglielmo di Saint-Thierry

INTELLETO SPIRITUALE – una memoria non ingrata dei benefici di Dio merita subito la gioia dell’intelletto spirituale, il quale, inoltre, immediatamente si scioglie in certe qual soavi esperienze d’amore, piuttosto con diletto che con scienza.

L’intelletto spirituale, infatti, quando comincia ad essere illuminato dalla grazia molto abbondante dello Spirito Santo opera nell’anima umana in modo tanto più diverso dall’intelletto umano quanto più in modo sublime differisce dalla natura di tale anima la natura della luce in circoscritta. Ciò che l’anima comprende, infatti, tramite l’intelletto naturale lo afferra; tramite l’altro intelletto, invece, non tanto essa afferra quanto piuttosto viene afferrata. Ciò che infatti afferra naturalmente tramite l’intelligenza lo discerne mediante la ragione, ciò che invece non riesce a percepire in verità non riesce a discernerlo in profondità.

E come, infatti, lo Spirito santo soffia dove vuole, così anche quando vuole, come vuole e quanto vuole, l’uomo invece ode la sua voce – cioè sente la grazia di lui che opera – ma non sa di dove viene e dove va, poiché non è alla sua potestà o al suo arbitrio che son sottomessi sia il principio sia la fine sia la maniera dell’opera di lui. […]. Gli avviene un che di sensibile di una certa gioia divina e della grazia illuminante e beatificante che solo l’amore illuminato permette di sentire; una certa soavità, che l’amore si merita e che esso stesso opera, non conosciuta dal comune intelletto ma sentita dall’affetto; solidissima sostanza delle cose che si devono sperare, prova di quelle che non si vedono; fedele testimonianza del Signore per la fede cristiana, sapienza che si offre ai piccoli. (G. DI SAINT-THIERRY, Commento al Cantico dei Cantici, C. FALCHINI (Ed), p. 95).

 

Autore Merton Thomas

INTELLETTO ACCECATO – Nella pratica attuale, l’intelletto è solo in teoria indipendente dai desideri a dagli appetiti. Esso viene continuamente accecato e pervertito dalle finalità e dagli scopi della passione, e le testimonianze che ci offre con tanto sfoggio di imparzialità e di obiettività sono inquinate di interesse e di propaganda. Siamo diventati maestri di auto-illusioni, e in misura tanto maggiore quanto più abbiamo faticato a convincerci della nostra assoluta infallibilità. (MERTON T., La montagna dalle sette balze, Garzanti 2004, p. 246).

 

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