Autore Max Huot de Longchamp
Domenica 11 gennaio 2026
La preghiera di oggi: Signore, concedi ai tuoi figli adottivi di rimanere sempre nella tua santa volontà
Dal presepe al calvario
La preghiera di oggi riassume tutto quello che abbiamo imparata dal presepe: vivere la volontà di Dio.
Entrando nel mondo Gesù dice al Padre suo: «Eccomi, io vengo per fare la tua volontà». Eppure, non viene forse per predicare, lavorare, soffrire, morire, vincere l’inferno, fondare la Chiesa e salvare il mondo con la sua croce? Ma se vuole tutto questo, vuol dire che questa è la volontà eterna del Padre. Solo questa volontà lo tocca e lo decide. Vedendo tutto il resto è solo questa che guarda, solo di questa che parla e da questa soltanto pretende dipendere. Principio, fine, ragione, luce, sostegno, dimora, nutrimento, ricompensa questa volontà divina è per lui tutto. Vi si posa dunque, vi si riduce, vi si racchiude e, compiendo in seguito tante cose, cose così alte, così inaudite, così sovraumane, non farà mai altro se non questa cosa semplicissima che i nostri bambini sono capaci di imitare: compirà la volontà del Padre celeste, vi si consegnerà senza riserve e vi vivrà completamento abbandonato.
Lungi dall’essere una abdicazione, questo abbandono di cui tutti siamo capaci è un compimento:
L’abbandono è la pasqua dell’anima, la sua immolazione da un lato, ma la sua consumazione divina dall’altra. Infatti, state bene attenti, è Dio solo ad essere l’oggetto diretto di questo atto eccellente! Non è precisamente alle cose volute da Dio a cui bisogna in primo luogo abbandonarsi, né oserei dire alle volontà speciali di Dio. Queste cose possono essere amare, queste volontà possono sembrare dure, ma Dio, il nostro buon Dio non è né duro né amaro: è in lui che bisogna scorrere, trapassare e perdersi, è a lui e a lui solo che occorre abbandonarsi. Il bambino che si abbandona tra le braccia di sua madre si consegna in tal modo a tutti i movimenti che sua madre riterrà opportuno che egli compia con lei. Questi movimenti, se li avesse previsti, avrebbero potuto spaventarlo: di sua madre, invece, non ha mai paura.
Charles Gay, La vita e le virtù cristiane
Quello che è tutto per Gesù, diventa tutto per il discepolo di Gesù. Avviciniamoci nuovamente al presepe perché
Lei andrà in cielo solo dal Calvario e al Calvario solo da Betlemme. È una cosa strana che alla nostra natura Betlemme spesso faccia più paura del Calvario: lì c’è ancora qualcosa di grande da sopportare. La natura, invece, non trova nulla di grande nel tacere, nell’essere nascosta, nell’essere portata in braccio per forza, tenuta al seno, interamente dipendente. Tuttavia questa è la porta d’ingresso dei misteri. Custodisca quindi l’ordine di Dio. Gesù non dice forse di seguirlo? Lo guardi davanti a lei in questo stato di debolezza, d’infanzia e di sottomissione cieca a cui la chiama. Non tema di essere insensata compiendo ciò che le dice la Sapienza eterna.
Idem, Lettera a suor Thérèse-Emmanuel. ((MAX HUOT DE LONGCHAMP, Avent à l’ecole des santes 2025. La traduzione è nostra).
