Acqua

‏Autore Giovanni della Croce

in questa comunicazione di Dio di cui parliamo, l’anima sente in modo molto piacevole in essa stessa […] che il suo Amato sono i torrenti fragorosi. Per quanto riguarda la prima proprietà che l’anima percepisce, bisogna sapere che in questa situazione, l’anima si vede investita in tale modo dal torrente dello spirito di Dio, e che Egli se ne impadronisce con una forza così grande, che le sembra che tutti i torrenti del mondo vengano su di lei per sopraffarla, e sente che in essi sono annegate tutte le azioni e tutte le passioni che viveva prima. E per essere qualcosa di così forte, non significa che sia qualcosa che tormenta, poiché questi torrenti sono torrenti di pace, come Dio fa intendere tramite Isaia (Is 66, 12) riguardo a questo investimento dell’anima dicendo:  “farò arrivare e penetrare in lei – cioè nell’anima – come un fiume di pace”, proprio come un torrente che prorompe la gloria. E così, questo investimento divino che Dio produce nell’anima come torrenti impetuosi, la riempie completamente di pace e di gloria.  La seconda proprietà che l’anima percepisce è che in quel momento quest’acqua divina inonda la profondità della sua umiltà e riempie i vuoti dei suoi desideri, come dice san Luca:  “eleva gli umili e colma di beni gli affamati” (Lc 1, 52-53). La terza proprietà che l’anima percepisce in questi torrenti fragorosi del suo Amato, è un suono e una voce spirituale che è al di sopra di ogni suono e di ogni voce. Questa voce priva di qualsiasi altra voce, e il suono che produce supera ogni suono del mondo. […]. Questa voce, o questo suono melodioso di quei torrenti di cui parla l’anima qui, la riempie così abbondantemente di una pienezza di beni, e il suo potere la possiede così potentemente, che non solo le appare come suoni prodotti dai torrenti, ma anche come forti colpi di tuono. GIOVANNI DELLA CROCE, Cantico spirituale A, strofa XIII.

Catechismo alla scuola dei santi

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