Matrimonio

Autore Teresa d’Avila s.

MATRIMONIO SPIRITUALE – Quando nostro Signore si degna di aver pietà di quanto patisce ed ha patito per il desiderio di Lui quest’anima che egli spiritualmente ha già accettato in sua sposa, la introduce, prima che il matrimonio spirituale si consumi, nella sua stessa mansione, che è questa settima di cui parliamo.

In quella guisa che Dio ha la sua dimora nel cielo, così deve averla nell’anima, per abitarvi da solo come in un secondo cielo.

Importa molto, sorelle, che ci guardiamo dal credere che a nostra anima sia qualcosa di oscuro. Ordinariamente, siccome non vediamo altra luce fuori di quella che colpisce i nostri occhi, ci figuriamo che nel nostro interno non ve ne sia alcuna e che nella nostra anima regni una specie di oscurità. Così per le anime che non sono in grazia; ma ciò non per difetto del Sole di Giustizia che è ancora in loro come datore dell’essere, ma perché esse non sono capaci di ricevere la luce. Queste anime sventurate si trovano come in un’oscura prigione, con le mani e i piedi legati, incapaci di qualsiasi azione Quando nostro Signore si degna di aver pietà di quanto patisce ed ha patito per il desiderio di Lui quest’anima che egli spiritualmente ha già accettato in sua sposa, la introduce, prima che il matrimonio spirituale si consumi, nella sua stessa mansione, che è questa settima di cui parliamo. (Teresa d’Avila s., Castello interiore, VII, 1, 3).

 

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