Oscurità

Autore Malaval F.

BELLA OSCURITA’ – Allorché il Salvatore del mondo salì al cielo, gli apostoli lo seguivano con gli occhi, ma una nube presto lo sottrasse ai loro sguardi; questa oscurità produsse la fede e questa fece loro adorare il Salvatore, assiso alla destra del Padre suo. Mosè salì molto e quando fu in cima alla montagna, fu avvolto da una nube nella quale vide Dio. È una figura di ciò che si vede di Dio nel mondo; egli è ancor più grande ed elevato attraverso l’oscurità che ci circonda.[…] D’altronde, Filotea, questa luce della fede più è grande, più causa in noi un meraviglioso diletto e ci fa compiacere in Dio solo. C’è un certo artificio di prospettiva che incanta gli occhi facendo loro vedere in un prodigioso allontanamento un oggetto che è molto vicino. La fede è ciò che ci avvicina di più a Dio e ciò che ci allontana di più da lui; e così più la contemplazione illumina la fede, più essa ci mostra contemporaneamente un Dio presente e un Dio immenso, un Dio con noi e un Dio al di sopra di noi: ci mette nello stesso tempo nel seno di Dio e ci affonda in un abisso di Dio. Non distinguiamo di più l’essere di Dio, dal momento che la fede rimane sempre oscura, ma lo vediamo meglio di prima. […] Bella oscurità che sei un effetto della luce! Sei più nobile ed eccellente della stessa luce, e ciò che noi ignoriamo di Dio è incomparabilmente più perfetto di ciò che noi ne conosciamo. (MALAVAL F. Pratica facile per elevare l’anima alla contemplazione, Dial. II, colloquio 12).

 

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