Umanità

Autore Malaval F.

UMANITA’ DI GESU’ – L’umanità di Gesù Cristo è il mezzo più santo e più perfetto per andare a Dio, è lo strumento sovrano della nostra salvezza, è l’arca dell’alleanza dell’antico e del nuovo testamento, è il canale attraverso cui colano tutti i beni che attendiamo. Questa umanità, però, non è il bene sommo, che consiste solo nella vista di Dio. Similmente tutto ciò che questa santissima umanità ha fatto o detto sulla terra, reca la vita e la grazia nelle nostre anime e ci conduce eccellentemente e infallibilmente a Dio; ma quando siamo in Dio, che è ciò a cui aspiriamo considerando la vita o la passione del Salvatore, non bisogna più voltarsi indietro, ritornando alle meditazioni né alle considerazioni discorsive sulla sua vita e sulla sua passione; non bisogna abbandonare il fine per i mezzi. Chi è arrivato in un qualche luogo di riposo dove incontra il termine del suo viaggio e dei suoi desideri, non pensa più con attenzione per quale strada è stato costretto a passare, fosse pure una strada lastricata di marmo e di porfido; egli si rilassa solamente e si riposa con comodo; non è più pellegrino, è arrivato ed è stabile in quel luogo. Se talvolta pensa alla strada, è per ricordarsene, non per tornarvi. Dopo aver meditato tanti anni sull’umanità del Salvatore del mondo, bisogna infine imparare a riposare in Dio, al quale essa ci conduce. Tutte le volte che ci ricordiamo della sua santa umanità, dobbiamo subito ricordarci che essa è inseparabile dalla divinità a cui ci conduce e ci unisce, essendovi unita. Allora questo semplice e santo ricordo ci serve per riprendere Dio e per abbracciarlo con più ardore. (MALAVAL. Pratica facile per elevare l’anima alla contemplazione, dial I)

 

 

Autore Malaval F.

UMANITA’ DI GESU’ – Filotea, il modo più nobile e spirituale di conservare l’umanità di Gesù Cristo è guardare quest’umanità con un atto semplice della fede, amandola e ricordando che essa è il tabernacolo della divinità, il più sacro e il più santo, e la delizia del Padre eterno. Quando dico l’umanità non intendo che voi la separiate dalla divinità; voglio dire che di tanto in tanto voi pensiate a Gesù Cristo Dio e uomo, che è il principio della vostra salvezza e di tutte le grazie che possiate sperare in questo mondo. […]. L’umanità è stata elevata alla divinità tramite l’unione ipostatica, fino a farne una stessa persona; è là che questa umanità è più preziosa, più splendente e più divina. Dio si è fatto uomo affinché l’uomo si faccia Dio. Non è dunque sufficiente guardare l’umanità nella divinità, poiché Dio si è abbassato per elevare l’uomo fino a lui; dopo che abbiamo guardato la divinità come annientata nell’umanità, dobbiamo guardare l’umanità elevata fino all’unione della divinità. (MALAVAL F. Pratica facile per elevare l’anima alla contemplazione, Dial. II, 4 -5)

 

Autore Malaval F.

UMANITA’ DI GESU – L’umanità di Gesù Cristo è il mezzo più santo e più perfetto per andare a Dio, è lo strumento sovrano della nostra salvezza, è l’arca dell’alleanza dell’antico e del nuovo testamento, è il canale attraverso cui colano tutti i beni che attendiamo. Questa umanità, però, non è il bene sommo, che consiste solo nella vista di Dio. Similmente tutto ciò che questa santissima umanità ha fatto o detto sulla terra, reca la vita e la grazia nelle nostre anime e ci conduce eccellentemente e infallibilmente a Dio; ma quando siamo in Dio, che è ciò a cui aspiriamo considerando la vita o la passione del Salvatore, non bisogna più voltarsi indietro, ritornando alle meditazioni né alle considerazioni discorsive sulla sua vita e sulla sua passione; non bisogna abbandonare il fine per i mezzi. Chi è arrivato in un qualche luogo di riposo dove incontra il termine del suo viaggio e dei suoi desideri, non pensa più con attenzione per quale strada è stato costretto a passare, fosse pure una strada lastricata di marmo e di porfido; egli si rilassa solamente e si riposa con comodo; non è più pellegrino, è arrivato ed è stabile in quel luogo. Se talvolta pensa alla strada, è per ricordarsene, non per tornarvi. Dopo aver meditato tanti anni sull’umanità del Salvatore del mondo, bisogna infine imparare a riposare in Dio, al quale essa ci conduce. Tutte le volte che ci ricordiamo della sua santa umanità, dobbiamo subito ricordarci che essa è inseparabile dalla divinità a cui ci conduce e ci unisce, essendovi unita. Allora questo semplice e santo ricordo ci serve per riprendere Dio e per abbracciarlo con più ardore. […] bisogna rivolgere il pensiero al nostro diletto Gesù Cristo, abbracciandolo come Uomo e come Dio in una sola vista di spirito e con una piccola parola d’amore, senza discorsi o riflessioni. Quando ci crediamo smarriti, egli è quella la strada nella quale dobbiamo sempre rimetterci, che ci riconduce subito a Dio e ci rimette in lui.  […] Questo, però, non è più accompagnato da meditazioni discorsive sulle azioni e sulle sofferenze della santa umanità, la quale non si distingue più dalla divinità: perché queste meditazioni erano dei mezzi per arrivare all’amore, e sono inutili allorquando ci si è arrivati. (Malaval F.,Pratica facile per elevare l’anima alla contemplazione, dial I°).

 

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