Ritiri spirituali mensili

NILO ASCETA – Discorso sulla preghiera

Il desiderio di unione con Dio che ha condotto i Padri ad abbandonare il frastuono della società per ritirarsi in solitudine nel deserto, anche ai nostri giorni attira lo Spirito Santo a visitare le menti di quanti – pur tra tante difficoltà – perseverano nella preghiera umile e audace, elevandone l’anima allo stato di partecipazione e fruizione dell’Amore trinitario.

Quest’Amore eccelso una volta rapito l’intelletto sostiene l’orante nel combattimento spirituale sui due fronti: all’interno le passioni, depotenziate e disorientate a causa del peccato originale, e all’esterno i demoni che non risparmiano i loro assalti alle anime contemplative.

L’ascesi e la vigilanza sono le armi dell’orante necessarie per assecondare la Grazia e ricevere l’impassibilità che, vincendo il pensiero passionale, stabilisce nella piena familiarità con Dio e l’umiltà che smaschera i demoni e li sottomette mediante la semplice e ferma confessione di fede come, al tempo di Giosuè, senza armi né combattimento,  al suono delle trombe e al grido di guerra degli israeliti, caddero le mura di Gerico (Gs 6, 20).

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