Semi di contemplazione

Numero 127 – Giugno 2011 – L’orazione continua

L’orazione continua

Autore: Françoise-Madeleine di Chaugy, 1611- 1680

Il terzo libro delle Memorie sulla vita e le virtù di Jeanne-Françoise Frémyot di Chantal, scritto da Madre de Chaugy nel 1642, traccia, con un linguaggio superbo e leggermente prezioso, un ritratto della sua zia Giovanna di Chantal segnato dall’affetto, ma anche da una grandissima penetrazione spirituale.

 

Una vita spirituale arrivata alla maturità non è più né contemplativa, né attiva: è unita a Dio, vedendo, volendo, facendo ogni cosa con gli occhi, con il cuore e con la mano di Dio, senza attenzione alle impressioni o ai sentimenti provati nelle regioni periferiche dell’anima.

 

 

Pregare per qualcuno che si raccomanda a noi, non è “pensare” a lui, ma entrare nell’intenzione di Dio su di lui. Allora la nostra preghiera diviene quella di Gesù, al quale il Padre non rifiuta mai nulla, e colui per il quale preghiamo, può essere certo di ricevere tramite noi il meglio di quel che desidera.

 

Se pregare non è “pensare”, pregare non è neppure “parlare”: “l’amore parla un linguaggio muto, fatto di sguardi o di semplici gesti”.

 

L’orazione in domande risponde a: «Penso che la nostra epoca abbia un grande bisogno non tanto di essere messa in guardia contro gli eccessi della mortificazione, quanto piuttosto di essere incoraggiata a rischiare nella sequela del Signore sulla via dello sforzo e del sacrificio…».

Il tema della rubrica è: La perla della fragilità.

 

L’orazione continua – 127

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