Semi di contemplazione

Numero 131 – Novembre 2011 – Orazione in sordina

Orazione in sordina

Autore: Marie-Noël, 1883-1967

Marie-Noël è conosciuta per una dozzina di raccolte in versi liberi, soprattutto per Les Chansons et les Heures, pubblicato nel 1922. Le sue Notes intimes (1959), una specie di diario della sua anima scritto in una lingua perfetta, ma di una semplicità ingannevole, hanno fatto scrivere al critico André Blanchet: «Ecco uno dei libri più veri che io conosca. Una vita – la vita di noi tutti – si riflette, con i suoi giorni di sole e i giorni di pioggia, le sue lacrime e i suoi sorrisi, il suo cielo, il suo purgatorio, pure il suo inferno… Citatemi uno scrittore tra noi che abbia così ben mantenuto il naturale nel sovrannaturale!».

 

Marie-Noël viveva continuamente alla presenza di Dio, ma senza parole, senza molte idee o sentimenti, nell’evidenza di questa presenza: “Dio è nella mia casa”.

In una vita così unita a Dio, si vedono tutte le cose nella sua luce quando bisogna decidere “ si chiama, si consulta”. Ma la maggior parte del tempo, l’umile fedeltà senza grandi sentimenti mantiene l’unione, anche quando psicologicamente non resta più niente: “vivo della vostra stessa parola quando Vi ho perduto”.

 

Questo piccolo testo sottolinea la vertiginosa, sebbene discreta, notte dell’anima che riempie tutta l’opera di Marie-Noël, ma senza dramma, nell’assenso molto semplice a non essere niente, a essere “sempre piccola” nella mano di Dio. Si pensa, qui, a Teresa del Bambino Gesù, molto apprezzata da Marie-Noël, che si trova continuamente sull’orlo dell’abisso, ma troppo umile per rischiare di cadervi.

 

L’orazione in domande risponde a: «Ho l’abitudine di pregare per i defunti. Ma mi domando perché. È efficace? Quelli della mia famiglia che nomino nella mia preghiera, usciranno prima degli altri dal purgatorio?».

 

Il tema della rubrica è: Leggere e contemplare.

 

Orazione in sordina – 131

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