Desiderio

Autore Merton Thomas

DESIDERI DELLA CARNE – I desideri della carne (e con questo non intendo soltanto i desideri peccaminosi, ma anche gli appetiti ordinari e normali per le comodità, gli agi e il rispetto umano), sono fertili sorgenti di ogni sorta di errori e di false valutazioni; proprio perché abbiamo in noi queste aspirazioni, il nostro intelletto (che, se potesse agire da solo nel vuoto assoluto, rifletterebbe ciò che vede con assoluta imparzialità) ci presenta ogni cosa deformata e adatta alle norme del nostro desiderio.

E quindi , anche quando si agisce con la migliore delle intenzioni, e si immagina di operare il bene, possiamo fare un gran male materiale in contraddizione a tutte le nostre buone intenzioni. L’unica risposta al problema è: grazia, grazia, docilità alla grazia. (MERTON T., La montagna dalle sette balze, Garzanti 2004, p. 246).

 

Autore Francesco di Sales s.

«Rabbì (che significa maestro), dove dimori?». (Gv 1,35).

“Il desiderio che precede il godimento acuisce ed affina la fruizione di esso, e più il desiderio è stato pressante e potente, più il possesso della cosa desiderata è piacevole e delizioso. O Gesù, mio caro Teotimo, quale gioia per il cuore umano vedere il volto della Divinità, volto tanto desiderato, anzi, volto, unico desiderio delle nostre anime! I nostri cuori hanno una sete che non può essere estinta dalle gioie della vita mortale; gioie delle quali le più stimate e perseguite, se sono moderate, non ci  dissetano, e se sono eccessive, ci soffocano. Tuttavia le si desiderano sempre estreme e mai lo sono se non sono eccessive, insopportabili e dannose; infatti si muore di gioia come si muore di tristezza, anzi la gioia è più efficace della tristezza nel rovinarci.[…] O strana (Sal 42,1) ma piacevole inquietudine del cuore umano! Sia tu sempre senza riposo né quiete su questa terra, o anima mia, fino a che tu non abbia trovato le fresche acque della vita immortale e la santissima Divinità, le quali soltanto possono estinguere la tua sete e appagare il tuo desiderio”.[..]. (FRANCESCO DI SALES S., Trattato dell’amor di Dio, R. BALDONI (Ed), San Paolo 2011, p.307).

 

Autore RASPANTI ANTONINO

Il desiderio di Dio è un tema che da tempo ha rappresentato per i cristiani un luogo, una cifra si dice oggi, per dar libero sfogo alla ricerca amorosa di lui. Alcuni oggi denunciano dei possibili fraintendimenti di questo ricco tema teologico e letterario; primo fra tutti quello di far pensare ad una ricerca di Dio che parta esclusivamente dall’uomo e proceda per innalzamento a gradi fino ad una oscura unione con Lui. A questo modo di vedere è stato giustamente opposto il movimento più propriamente cristiano dell’Incarnazione, della venuta di Dio in Gesù, il quale ci visita e ci incontra nella nostra storia. In realtà nei più grandi maestri cristiani mai troviamo un simile fraintendimento. Anzi, sempre essi testimoniano sia l’iniziativa divina nella vita umana sia la disponibilità radicale alla volontà del Diletto. Nessuna ricerca di Dio inizia nell’uomo se non perché originata dal tocco del suo Spirito, che dà il via ad una storia di amore tra Gesù e la persona, nella quale questa comprende a posteriori di ritrovarsi. E quando questa storia raggiunge la maturità, sempre sfocia nella identificazione della persona con Gesù, nell’essere con lui sulla croce, portando dentro, ben oltre i patimenti, il desiderio, la sete di Cristo medesimo, la brama di mangiare la pasqua con i suoi. Quale altro desiderio alberga nel cuore del cristiano maturo, se non quello di Gesù stesso, compiuto sulla croce, quando egli si consegna? Questo desiderio, che si attua nella obbedienza al Padre e nell’amore agli uomini, non è altro che lo Spirito Santo, Spirito che non può venire se egli non va via, se non muore d’amore sulla croce. Per Gesù desiderare di morire e desiderare di essere uno con noi nello Spirito è la medesima cosa, anzi il desiderio stesso è lo Spirito, perché il desiderio è in lui l’amore per il Padre e con il Padre per l’uomo. Il cristiano, cresciuto fino alla statura di Cristo, non ha spazio per altro dentro di sé, perché tutto è stato bruciato dal fuoco dello Spirito di Cristo, che sotto la forma del desiderio ardente di unirsi a Cristo fonde ogni attesa nel movimento di Gesù fino ad avere il desiderio medesimo di Gesù. Non è diverso quello che Gesù ci ha lasciato, come sua ultima volontà, nel comandamento nuovo: “come io ho amato voi, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Gv 13,34). È avere i medesimi sentimenti che furono in Lui: ciò non avviene altrimenti che con la presenza del suo Spirito il quale conforma a Lui. (RASPANTI ANTONINO, Il desiderio di Gesu, p. 4, in MAX HUOT DE LONGCHAMP, Semi di contemplazione n. 6.).

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Catechismo alla scuola dei santi

Le fiamme dell’inferno

Abbiamo visto che tutta la felicità che desideriamo risiede in una completa comunione di vita con Dio e con i nostri fratelli (cfr. Semi n. 221), di modo che il cielo corrisponde alla perfezione di questa unione e l’inferno all’assoluta disunione. Per questo,
“Se, per assurdo si potesse amare Dio all’inferno, e … Leggi tutto about “Le fiamme dell’inferno”…

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