Vi è tra le passioni un’ira dell’intelletto, che è secondo natura. Senza ira non vi è neppure purità nell’uomo, se cioè egli non si adira contro tutto ciò che il nemico semina nell’uomo a suo danno. E quando Giobbe lo trovò, insultò i suoi nemici, dicendo loro: Gente senza onore, spregevoli, privi di ogni bene, non vi ho stimati degni di essere tra i miei cani da pastore (Gb 30, 4.1). Chi vuole pervenire all’ira secondo natura, recide tutte le volontà proprie, sinché giunga a collocarsi nello stato naturale dell’intelletto …
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