Semi di contemplazione

n.263 – Quando l’orazione si indebolisce – Gaston de Renty (1611-1649), Lettera ad uno sconosciuto. Novembre 2023

1 . Qualcuno mi dirà: «Spesso non mi viene niente nell’orazione; temo di perdere il mio tempo in pigrizia». Ma tu sappi che non lo perdi quando, perdendo te stesso, ti metti con riverenza e fiducia davanti a Dio per corteggiarlo. Non può trovare cattivo tale procedimento. Un altro dirà: «Ho avuto delle distrazioni e sono in grande secchezza e sono appesantito da molte altre pene». Rispondo: Persevera con tutte queste pene nel tuo sguardo di fede, di rispetto, e nelle tue affezioni fino a quando potrai. Tieniti chiuso, serrato nella stanza del tuo cuore; lascia scorrere tutte queste tempeste fuori senza preoccupartene. […] Questo è necessario all’anima per purgarla e disporla alle operazioni di Dio.

2. Come il legno verde prima che bruci, trasuda e getta la sua umidità – e bisogna che sopporti questa purificazione per essere capace di essere infiammato – così le distrazioni e ogni sorta di immaginazione ci attaccano, come piace a Dio, ma noi non dobbiamo turbarci né ritrarci per questo dal santo esercizio dell’orazione; distogliamo solo il nostro sguardo da queste miserie quando ce ne accorgiamo, e continuiamo tranquillamente e senza scalpore il nostro sacrificio, sicuri che non aspetteremo a lungo che venga il Signore. […]

3. Sono contento di tutto quello che Dio vuole e ordina per me, non voglio niente di più; non lavorerò per avere delle consolazioni, né

 

263 singolo

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