Semi di contemplazione

N. 265 – Perché questa secchezza? Étienne Binet, Abbandono dell’anima a Dio, cap. V. Gennaio 2024

1. Dio è così buono che, volendo purificare alcune anime belle che ama molto teneramente, le mette in uno stato di abbandono per far capire loro di non cercare che Dio solo, molto puramente senza alcun interesse di gioia o soddisfazione. Egli vuole che sappiano fare gli atti di pura virtù e senza miscugli e le riempie di merito incredibile e molto eminente.

2. Quando, dunque, vuole provare un cuore buono e liberarlo potentemente da tutte le creature, fa due cose. Per prima cosa, lascia i suoi doni e le virtù nell’anima e vi si mette lui stesso per soccorrere segretamente quest’anima che si crede abbandonata. In secondo luogo, quando queste virtù vogliono agire, egli collabora con loro e fa sì che esse esercitino i loro atti molto puramente e molto perfettamente, ma nella punta dello spirito e nella parte superiore dell’anima; e tanto silenziosamente, se così si può dire, che  né la parte inferiore, né il cuore, né le passioni, né il corpo vi fanno attenzione. Qui si pratica quello che egli dice dell’elemosina, che la mano sinistra non sappia ciò che fa la mano destra. Del resto, non vuole che le altre potenze, né le passioni, né il corpo agiscano, di modo che non si abbia né gioia, né vigore, né conoscenza riflessa sull’azione e non si creda di fare qualcosa che valga, mentre è proprio allora che veramente si fa una azione perfettissima e molto gradita a Dio, e molto pura.

3. Quelli che ricamano delle belle tappezzerie non sanno come sarà il prodotto finito,………

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Febbraio, 2024