Semi di contemplazione

Numero 143 – Dicembre 2012 – Sulle anime che non avanzano …

Sulle anime che non avanzano …

Autore: Pierre de Poitiers, † 1684

Il passo tratto da “Il Giorno mistico” testimonia bene la necessità, per gli spirituali, di difendere la contemplazione sovrannaturale di fronte al giansenismo invadente alla fine del secolo XVII francese.

 

L’orazione di quiete, questa attenzione “amorosa” a Dio percepita in un quasi riposo della vita mentale, è talvolta piena di dolcezza e di luce, talvolta così secca (“senza pensieri e senza gusto”) che sembra inesistente, come se Dio non fosse più là. Ora, qualunque ne sia l’eco psicologico, questa presenza è puramente spirituale, dunque solo la fede può coglierla: «Né l’alta comunicazione e presenza sensibile di Dio testimonia di più la sua presenza, né l’aridità e la mancanza di tutto questo nell’anima è testimonianza di una minore presenza di Dio in essa» (Giovanni della Croce, Cantico spirituale,1). Eppure, anche se tutti lo sanno più o meno, molti abbandoneranno l’orazione nei momenti di secchezza, per mancanza di una fede tutta semplice nella presenza di Dio nell’anima dei suoi amici.

 

L’orazione è un dono di Dio, e non una costruzione dell’uomo. Ecco perché anche se siamo nella insensibilità spirituale, anche se le condizioni esteriori (rumore, agitazione…) o interiori (preoccupazioni, stanchezza) sono sfavorevoli, l’orazione resta intatta, purché la nostra intenzione sia quella di offrirci alla grazia di Dio con un po’ di buona volontà.

 

Molte anime contemplative non supereranno questo scoglio della fede semplice, e troveranno più rassicurante il “fare” delle cose per Dio, invece esse sono chiamate a lasciar fare a Dio in loro, anche se questo dovesse prendere la forma dell’ “orazione senza gusto”.

 

Anche se la dottrina unanime dei santi ci mette in guardia contro la ricerca di una preghiera “utile”, come se la grazia non fosse gratuita, si cade sempre nello stesso tranello: “Ho sottolineato che molti non fanno affatto differenza tra Dio e il sentimento di Dio, tra la fede ed il sentimento della fede, questo è un grande difetto”. (s. Francesco di Sales).

 

L’orazione in domande risponde a: ««Le “notti dell’anima” di cui ci parla s. Giovanni della Croce, sono obbligatorie per il progresso della vita spirituale?».

 

Il tema della rubrica è: L’attenzione e la preghiera

 

Sulle anime che non avanzano – 143

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