Semi di contemplazione

Numero 189 – Febbraio 2017 – Verso la fede semplice

Verso la fede semplice

Autore: Catherine Ranquet

Commento di padre Max Huot de Lonchamp:

1 Ecco la mia opinione sulle modalità che possono condurre un’anima verso le vie di una fede semplice e delle più pure ed intime comunicazioni di Dio: […] la prima cosa è l’attrattiva di Dio. La si può conoscere tramite una difficoltà, se non addirittura una impossibilità, ad operare sensibilmente con le potenze dell’animacosì come tramite alcuni lumi divini.Questi,talvolta, sebbene raramente, penetrano l’anima e le dànno maggiorestima e percezione della magnificenza di Dio e del nulla di tutte le cose create, di quanta se ne possa acquisire mediante tutti i suoi ragionamenti. […]

  1. La seconda consiste in una fedeltà assoluta che l’anima deve avere per lavorare sul distacco e lo spogliamento continuo da tutte le cose create, fino alle più piccole e minute che toccano il corpo e la mente, tramite una vera e propria rinuncia e un annientamento perpetuo di sé, per attaccarsi in tutte le cose naturali e sovrannaturali unicamente a Dio solo ed alla sua santissima e unica volontà; al fine di poter essere ridotta alla perfetta nudità e purezza, senza la quale non si può quasi avanzaresu questo cammino.
  2. Ho incontrato molte anime nelle quali l’attrazione di Dio appare in modo sensibile e vantaggioso, ma confesso che ve ne sono poche che hanno abbastanza coraggio per arrivare a questa grande euniversale rinuncia. Alcunesi fermano per debolezza, altre per una certa ignoranza, altre ancora per non volersi convincere e persuadere quanto sia importanteaffrancarsi dalle cose così piccole elievi, e rendersi vittoriose sulle imperfezioni anche le più piccole.[…]
  3. Così vorrei ridurre tutti gli altri mezzi, dai primi fino agli ultimi, più sublimi e potenti per elevare l’anima alla più alta e più perfetta unione con Dio, a questa via semplice,a questa generosa, delicata e assoluta rinuncia. Questa mi sembra l’unica e la sola cosa necessaria.
  4. Ma vorrei che questa uscita e liberazione da se stessi, che è l’essenza di questa perfetta rinuncia, si facesse soltanto per andare dritto a Dio, dove l’anima trova il suo riposo e la sua felicità senza fermarsi, se possibile, né guardare la pena e la sofferenza, né altra difficoltà che incontra sul suo cammino, poiché è creata per godere del sommo bene e non per soffrire. La sofferenza e tutto quello che accade nella vita,sonosoltanto mezzi di cui bisogna servirsi per andare prontamente alla meta, pertanto non bisogna affatto fermarsi, ma guardare semplicemente Dio, senza volgere lo sguardo altrove e lasciarlo fare. Catherine Ranquet (1602-1651), Lettera del 12 marzo 1647 a P. Balthazar de Bus

 Commento di padre Max Huot de Lonchamp:

L’AUTORE Seconda figlia di una famiglia di negozianti di Lione, Caterina entra all’età di 12 anni presso le Orsoline di quella città. A 21 anni è priora del monastero di Grenoble, poi di quello di Chambéry, prima di fondare a Gap e di ritornare a Lione che non lascerà più. La sua intensa vita interiore passerà dal fervore alla desolazione nei suoi primi anni…

IL TESTO Di Caterina ci restano un centinaio di pagine di note, raccolte dalla sua segretaria e delle lettere inserite nella sua biografia da Gaspard Augeri vent’anni dopo la sua morte. Redatte con eleganza, quasi tutte sono indirizzate al gesuita Balthazar de Bus, nipote del beato César de Bus, e mostrano in Caterina una padronanza spirituale profonda e sperimentata

  • 1. Quando Dio dona a un’anima di contemplarlo, ella entra nelle vie di una fede semplice”, vedendo man mano i misteri svelarsi, come un paesaggio nascosto dalle nuvole si rivela nel momento in cui il sole riappare…

L’Imitazione di Gesù Cristo

Tradotto e commentato per i lettori di Semi

Sopportare il prossimo (segue)

I,16. Bisogna sopportare i difetti degli altri

Quello che l’uomo non riesce a correggere in se stesso o negli altri, bisogna sopportarlo con pazienza, finché Dio non disponga diversamente. Rifletti: forse è meglio che sia così per provarti e insegnarti la pazienza, senza la quale i nostri meriti non valgono molto. Però tu devi supplicare Dio quando ti trovi davanti a simili difficoltà, perché possa venire in tuo aiuto e perché possa sopportarle con bontà…

Il tema della rubrica è: L’universale chiamata alla santità.

Verso la fede semplice – 189

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