Semi di contemplazione

Numero 199 – Gennaio 2018 – L’orazione mistica

L’orazione mistica

Autore: Romano Guardini

 

Commento di padre Max Huot De Longchamp:
L’AUTORE Romano Guardini nasce a Verona, in Italia, poco prima che la sua famiglia emigri in Germania, a Magonza, dove sarà ordinato sacerdote nel 1910. Riceve la sua formazione teologica a Friburgo in Brisgovia e a Tubinga; insegna in questa città, poi a Monaco,dove eserciterà una profonda influenza sul giovane Joseph Ratzinger, futuro Benedetto XVI….
IL TESTO Tra l’abbondante produzione di Romano Guardini, il suo piccolo libro Introduzione alla preghiera è una presentazione notevolmente chiara, semplice e profonda della preghiera cristiana, da un punto di vista che è prima di tutto quello del teologo, preoccupato di fondare sulla dottrina tutte le differenti forme di devozione ed esplorare tutte le dimensioni della nostra relazione con Dio. Ma la teologia di Guardini resta sempre vicinissima alla Scrittura, meditata davanti al tabernacolo, e la chiarezza di quello che ci dice qui sulla preghiera contemplativa, attesta che ha lui stesso esperienza di ciò di cui parla.
§ 1. “Improvvisamente, Dio è lì”. Ecco quello che distingue la contemplazione propriamente detta da tutte le altre forme di preghiera: Dio vi s’ impone in primo piano alla coscienza, mentre nelle altre egli è in secondo piano. Le relative posizioni di Dio e dell’uomo si trovano invertite: non ci si rivolge più a Dio, lo si riceve perché si rivela allora “più intimo a me di me stesso” ci dice s. Agostino; non è più oggetto del pensiero dell’orante, ma tende a identificarsi con lui, perché“si produce una presa interiore immediata”…
L’IMITAZIONE DI GESÙ CRISTO
Tradotto e commentato per i lettori di Semi

L’Eucarestia(segue)
IV,12. Colui che si appresta a comunicarsi con Cristo, deve prepararvisi accuratamente

[Voce del Diletto]: Io sono colui che ama la purezza e che dona ogni santità, che chiede un cuore puro: è lì che si trova il luogo del mio riposo.
Preparami un grande cenacolo nel quale io potrò distendermi e farò presso di te la Pasqua con i miei discepoli. Se tu vuoi che io venga verso di te e che dimoriin te, elimina il fermento vecchio e purifica la cella del tuo cuore. Rigetta tutto quello che è del mondo e il tumulto dei vizi; posati come passero solitario sul tetto (Sal 101,8) e pensa alle tue colpe nell’amarezza della tua anima. In effetti, colui che ama prepara al suo dilettoil luogo migliore e più bello, perché in questo si riconosce l’affetto di colui che l’accoglie. Ma sappi che non sei tu che puoi soddisfare questa preparazione per merito della tua azione, anche se ti preparassi un intero anno senza avere altro in mente : è per la mia sola pietà e grazia che ti è permesso di accostarti alla mia mensa, come un mendicante invitato al pranzo di un ricco, che non avrebbe nient’altro da dargli in cambio dei suoi benefici che la sua umiltà e la sua riconoscenza…
Il tema della rubrica è: La quotidianità redenta.

L’orazione mistica – 199

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