Semi di contemplazione

Numero 201 – Marzo 2018 – Orazione nell’aridità

Orazione nell’aridità

Autore: Marc della Natività

 

Commento di padre Max Huot de Longchamp:
L’AUTORE Angioino, Marc entra a 15 anni presso i Carmelitani di Rennes, nel momento in cui la riforma detta “di Turenna” è in piena espansione sotto la guida di Jean di Saint Samson (cf.Semi 22), poi di Mauro di Gesù Bambino (cf.Semi 62). Nel suo ordine avrà numerose responsabilità di governo, ma sarà soprattutto formatore dei suoi fratelli come maestro dei novizi.

IL TESTO Metodo chiaro e facile per fare bene l’orazione mentale ed esercitarsi con profitto alla presenza di Dio, è il quarto di cinque volumi del Direttorio per la formazione dei novizi della riforma di Turenna. Il Padre Marc vi spiega minuziosamente e passo dopo passo il modo di mettere in pratica una vita di orazione carmelitana molto classica, rivolta verso l’interiorità e la contemplazione.
§ 1. L’aridità non è secchezza. Questa è lo stato normale di un’anima contemplativa che viaggiando “alla velocità di crociera”, non avverte alcun fervore particolare nella sua orazione, senza però esser tentata di lasciar perdere una vita di preghiera in cui il cielo sembra chiuso, come avviene nel caso dell’aridità. Proprio in questo stato, la fede deve esercitarsi allo stato puro: non tanto un salto nel vuoto, ma nella fiducia molto semplice nella presenza amante di Dio, che vuole che ci si appoggi solo a lui…

 

François Malaval (1627-1719)
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

Avvertenza

D’altronde ho indicato i segni che si devono supporre prima di condurre le anime alla contemplazione. Quelle che non avranno alcun segno dunque non vi pretendano, e lascino le altre in pace […]
Alcuni piangeranno di gioia trovando il loro stato schiettamente presentato, mentre prima lo guardavano con scrupolo o inquietudine, poiché è molto astratto e lontano dalla devozione sensibile e dal modo ordinario di pregare, cosa da essi tenuta per sospetta.

Primo Dialogo

Filotea: Eccomi, padre mio, nell’ora in cui mi avete ordinato di venire a trovarvi: vi confesserò subito che sono stata tentata di essere più diligente del solito, tanta è la voglia d’imparare qualcosa di questa bella contemplazione, che avete promesso d’insegnarmi.
Direttore: Avete motivo di credere, Filotea, che il pensiero di venire prima poteva essere una tentazione, perché nel cercare di sapere le cose di Dio non bisogna voler essere più diligenti del proprio direttore; e l’obbedienza è una grande maestra della scuola mistica, che fa avanzare di più le anime in un giorno, di quanto non potrebbero in tanti anni tutte le loro cure e le loro fatiche. Bisogna davvero correre con tutte le forze verso la perfezione, ma non bisogna correre senza briglia e senza misura…

Il tema della rubrica è: Il silenzio e le parole del Crocifisso.

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