Semi di contemplazione

Numero 203 – Maggio 2018 – Santità e contemplazione

Santità e contemplazione

Autore: Pierre de Clorivière

 

Commento di padre Max Huot de Longchamp:
IL TESTO
In questo vero piccolo manuale della vita contemplativa, Clorivière distingue bene lo specifico di questa in rapporto alla santità propriamente detta. La santità è la nostra vita comune con Dio cioè il fatto che con la sua grazia, agiamo conformemente alla sua volontà; mentre la contemplazione è la coscienza più o meno sviluppata di questa presenza agente di Dio in noi. Il rapporto tra le due è quello che esiste tra amare ed essere innamorati. Amare è vivere la carità verso colui che amiamo, metterci al suo servizio, etc., indipendentemente dalla simpatia o antipatia che proviamo per lui. E Dio dona a tutti la grazia sufficiente per questo …

§ 1. La vita contemplativa è così imprevedibile come una qualsiasi storia d’amore! «Dio dà quello che gli appartiene quando vuole, come vuole e a chi vuole, senza fare torto a nessuno» (Teresa d’Avila). Pertanto non abbiamo nessun diritto nei suoi confronti, e nella nostra vita spirituale la secchezza può seguire al fervore. Forse si obietterà che Dio è molto crudele! No, perché la felicità non è nell’essere innamorati, ma nell’ amare: due sposi sanno bene che si ama più e meglio dopo 50 anni di matrimonio che nel giorno del fidanzamento, anche se non hanno più gli stessi slanci…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

[Cosa è la contemplazione]

[Il direttore]: O Filotea, quand’anche faceste i più bei ragionamenti del mondo sulla potenza di Dio e sulla creazione del cielo e della terra e conosceste nella vostra orazione tutto ciò che i Padri e i Dottori hanno mai conosciuto in proposito, cosa sarebbe questo, vi prego, rispetto al guardare Dio in se stesso? Dio non è più della potenza, del cielo, della terra e di tutti i pensieri degli uomini?
Vi chiedo quale sarebbe la più saggia e la più accorta tra due fanciulle fatte chiamare dal re per conversare con loro e comunicar loro tutti i segreti del suo cuore, quella che passando con magnifica celerità attraverso tutte le sale e le camere del palazzo, senza osservarne una con attenzione, ma solo quel tanto che si può camminando in grande fretta, andasse dritto al gabinetto del re? o quella che considerando le bellezze del palazzo, i marmi, i dipinti, gli arredi, lodasse dovunque la magnificenza del re e non andasse mai a trovarlo? […]…
Questo re è Dio, il quale vuole sposare le nostre anime fin da questa vita ed essere una sola cosa con esse tramite una carità molto intima e perfetta . Il suo palazzo reale è questo universo, composto dal cielo e dalla terra, che gli è costato solo una parola. Questo palazzo non è dunque Dio, e per bello e perfetto che sia, egli ne potrebbe creare un’infinità di più perfetti e di più belli. Pertanto la considerazione di questo mondo, che è soltanto un niente, non può costituire la nostra beatitudine. Finché vi piacerà fate riflessioni eccellenti sugli astri e sugli animali, sulle piante, sulle pietre preziose e su tutte le altre parti della natura; abbiate anche una conoscenza altissima dell’uomo, che è il compendio del mondo, per il quale Dio l’ha creato: tutti questi ragionamenti sono capaci di condurvi a Dio, ma né il mondo né i vostri ragionamenti sono Dio…
Il tema della rubrica è
Lo Spirito conduce alla veritàSantità e contemplazione – 203

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