Semi di contemplazione

Numero 213 – Aprile 2019 – Il puro amore

Il puro amore

Autore: Fenelon (François de Salignac de la Mothe)

 

1.Si è tentati di credere che non si prega più Dio, non appena si cessa di gustare un certo piacere nella preghiera. Per disilludersi, bisognerebbe considerare che la perfetta preghiera e l’amore di Dio sono la stessa cosa. La preghiera non è dunque una dolce sensazione, né il fascino di una immaginazione infiammata, né la luce dello spirito che scopre facilmente in Dio delle verità sublimi, né una certa consolazione nella vista di Dio: tutte queste cose sono dei doni esteriori senza i quali l’amore può sussistere tanto più puramente, quanto più, essendo privo di tutte queste cose, che sono soltanto doni di Dio, ci si attaccherà unicamente e immediatamente a lui stesso. Ecco l’amore di pura fede, che affligge la natura perché non le lascia alcun sostegno: essa crede che tutto sia perduto, ed è per lo stesso motivo che tutto è guadagnato.

2. Il puro amore non è che nella sola volontà. Così, non è per niente un amore di sentimento, perché l’immaginazione non vi prende parte alcuna: è un amore che ama senza sentire, come la pura fede crede senza vedere. Non bisogna temere che questo amore sia immaginario, perché niente lo è meno della volontà distaccata da ogni immaginazione. Più le operazioni sono puramente intellettuali e spirituali, più esse hanno, non solo, la realtà, ma anche la perfezione che Dio domanda. L’operazione così è più perfetta; nello stesso tempo si esercita la fede e si mantiene l’umiltà. Allora l’amore è casto, perché è in Dio, in lui stesso e per se stesso, e non ci si attacca più a quello che Egli fa sentire…

Commento di p. Max Huot de Longchamp
L’AUTORE Cfr.Semi n° 60
IL TESTO Le opere di Fénelon, che occupano 36 grossi volumi nell’edizione di riferimento del 1830, comprendono particolarmente numerosi opuscoli che toccano i più diversi argomenti, raggruppati per temi. La raccolta intitolata Istruzioni e consigli sui diversi punti della Morale e della Perfezione cristiana, è particolarmente ricca per la nostra conoscenza della dottrina spirituale di Fénelon. Vi si trova abbondantemente sviluppata la sua concezione del puro amore, spesso accusata di quietismo: si vede qui che si fonda sull’esigenza di una fede assoluta, e potrebbe essere firmata benissimo da Taulero o san Giovanni della Croce.

§ 1. “La preghiera non è una dolce sensazione”: Fénelon si inserisce qui nella più pura tradizione salesiana: «Quando diciamo che non possiamo trovare Dio e che ci sembra lontano da noi, vogliamo dire che non possiamo avere il sentimento della sua presenza. Ho notato che parecchi non fanno per niente differenza tra Dio e il sentimento di Dio, tra la fede e il sentimento della fede, cosa che è un grandissimo difetto» (S. Francesco di Sales in Trattenimenti spirituali).
“La preghiera e l’amore di Dio sono la stessa cosa”: c’è preghiera non appena accettiamo di entrare in relazione con Dio, cioè non appena accettiamo la sua grazia, quali che siano gli echi (“i doni di Dio”) che questo amore susciterà in seguito nella nostra psiche, e che si tradurranno in idee, immagini o impressioni sensibili…

François Malaval (1627-1719) in
PRATICA FACILE per elevare l’anima alla contemplazione

V COLLOQUIO
L’umanità di nostro Signore GesùCristo è un legame della contemplazione e in che modo bisogna servirsene. (segue)

Dir. …È dunque certo, Filotea, che a qualunque elevazione si sia arrivati non bisogna mai abbandonare la santissima umanità di Gesù Cristo; ma ecco in che modo bisogna conservare la sua presenza. Si può trattenere l’umanità di Gesù Cristo in tre modi: la prima è di considerare i misteri e le azioni della sua vita, la seconda di rappresentarsi un’immagine del suo corpo e di conservarla nella immaginazione, la terza di pensare a lui attraverso l’intelletto o di ricordarsi di lui con la memoria. Tutte queste tre presenze sono buone, ma l’una è più conveniente dell’altra secondo il tempo, le persone e lo stato di ciascuno.
C’è un tempo per tutti i cristiani di considerare i misteri di Gesù Cristo; la Chiesa propone i principali, una volta l’anno, e li ricapitola tutti nella santa Messa, che è il memoriale, l’idea e la corona di tutta la vita di Gesù Cristo.
Le persone che si dedicano alla pietà fanno ancora di più dei cristiani comuni, costoro li richiamano di tanto in tanto e ne fanno un argomento ordinario delle loro meditazioni; soprattutto i principianti si propongono Gesù Cristo come il modello della vita perfetta, studiano questa vita con cura e la considerano passo passo per seguirla…

Il tema della rubrica è “La purezza di cuore”

Il puro amore – 213

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