Semi di contemplazione

Numero 222 – Febbraio 2020 – Perchè così pochi contemplativi?

Perchè così pochi contemplativi?

Autore: MAURO DEL BAMBIN GESU’

 

Commento di pade Max Huot de Longchamp

L’AUTORE Cf. Semi n° 62
IL TESTO I due Trattati della vita interiore e mistica, datati 5 maggio 1673, l’uno di una quindicina di pagine, l’altro di una cinquantina, rispondono alle domande che un discepolo ben informato sulla vita contemplativa, pone al maestro della riforma carmelitana francese detta di “Touraine”. Vi si trova l’insegnamento di Jean de Saint-Samson, maestro dell’autore, ma formulato con la chiarezza e la limpidezza che caratterizzano Mauro. Il primo di questi trattati sembra la brutta copia del secondo e ambedue sono stati trascritti senza dubbio dal loro probabile destinatario, l’abate de Brion, autore stimato sebbene controverso,di parecchie opere di vita spirituale.
§ 1. L’espressione “vie dello Spirito”, in Mauro, è riservata agli stati propriamente mistici, distinguendola dalla via dei principianti nella vita spirituale. La via dei principianti è quella della conversione da una vita dominata dalle soddisfazioni sensibili, a una vita libera da ogni attaccamento a queste soddisfazioni. Come il suo maestro, Jean de Saint-Samson, e in verità come in tutti gli autori della sua generazione, Mauro cene ricorda la necessità con unlinguaggio unpo’ brutale (“distruggere, sradicare” …), nel quale un san Francesco di Sales, per esempio, non si riconoscerebbe; ma ciò è una caratteristica, quasi una moda, del suotempo, che non deve spaventarci. D’altra parte, Mauro dirà altrove che se Dio comincia in generale con questa fase di purgazione e conversione, questa legge non è assoluta, e che alcuni possono essere immersi nella “via dello Spirito” perfino prima di entrare nella viapurgativa,cosa che non vuol dire che ne saranno dispensati…

CATECHISMO SPIRITUALE
Alla scuola dei santi

Grazia, merito e santità

Credo in un solo Dio, creatore del cielo e della terra, dell’universo visibile e invisibile: la professione di fede cristiana si poggia sulla proclamazione di un Dio che crea tutto e che fa tutto, sulla terra come in cielo, nell’ordine naturale come nell’ordine sovrannaturale; quello che si sottolinea è che le cose sono dono di Dio, fatto a noi, non esistono e non esistiamo che puramente per amore:

Siete fatti per amore, e se l’amore si fosse ritirato dentro di me, in maniera che io non amassi il vostro essere, voi non esistereste più. Ma l’amore mio vi creò, e l’amore mio vi conserva.
S. Caterina da Siena, Dialogo 82

Così coronando i nostri meriti, Dio corona i suoi doni, dirà sant’ Agostino. Il nostro destino, o la nostra vocazione, sarà allora di lasciare spiegare in noi questo amore, questo essere del nostro essere:

Si, posso ben dire che Dio è l’essere di tutte le cose, non perché esse sarebbero quello che Egli è, ma perché «tutte le cose sono da lui, per lui e in vista di lui» (Rom 11,36). Per tutte le cose, egli è quello che esse sono; per le creature viventi, egli è anche ciò che fa la loro vita; per quelle che sono dotate di ragione, egli è ciò che le illumina; per quelle che la utilizzano bene, egli è la loro virtù; per quelle che vincono il combattimento, egli è ciò che le glorifica.
S. Bernardo, Sermone 4 sul Cantico dei Cantici,4

Fermandoci qui, fino san Bernardo, la vita cristiana consiste nel lasciare Dio effondersi in noi e trasformarci in lui, cosa che è la definizione stessa della santità:

I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e…

Il tema della rubrica è: “Ascolta figlio

Orazione di semplice quiete – 234

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