Semi di contemplazione

Numero 227 – Luglio 2020 – Quale tempo dedicare all’orazione?

Quale tempo dedicare all’orazione?

Autore: Anonimo del XVIII sec.,

 

Commento di p.Max Huot de Longchamp
L’AUTORE Alla fine del 1771 uscì a Parigi Lo specifico dell’orazione o Trattato sull’orazione mentale in cui si trovano i modi di renderla facile, opera di 367 paginette, praticamente ignorato dagli eruditi, in cui niente permette di identificarne l’autore. La dedica a…

IL TESTO L’opera presenta in modo estremamente semplice, chiaro e completo cos’è l’orazione mentale, il modo di praticarla e le difficoltà che in essa s’incontrano. Ad uso delle persone del mondo, è un manuale molto ben scritto, che si raccomanda vivamente a coloro che hanno una grande sete di Dio, ma che spesso non osano tuffarsi nella vita d’orazione, per mancanza di una formazione spirituale necessaria.
§ 1. L’autore si rivolge qui ad “anime che sono sempre e ovunque alla presenza di Dio”, cioè ai contemplativi. Ma questa evidenza della presenza di Dio conosce, malgrado tutto, alti e bassi, e perciò queste anime “non devono convincersi che sono dispensate dal fare alcuna orazione particolare…
CATECHISMO SPIRITUALE
Alla scuola dei santi

Le fiamme dell’inferno

Abbiamo visto che tutta la felicità che desideriamo risiede in una completa comunione di vita con Dio e con i nostri fratelli (cf. Semi n 221), di modo che il cielo corrisponde alla perfezione di questa unione e l’inferno all’assoluta disunione. Per questo,
Se, per assurdo si potesse amare Dio all’inferno, e volesse mettermici, non me ne preoccuperei: perché sarebbe con me e la sua presenza ne farebbe un paradiso
Lorenzo della Risurrezione (1614-1691), L’esperienza della presenza di Dio

Quanto al purgatorio, corrisponderà allo stato imperfetto di questa comunione beata. Ma sottolineiamo che questa divisione tra i differenti gradi di unione con Dio e con i fratelli vale tanto per questa vita che per l’aldilà, anche se paradiso, inferno, purgatorio si riferiscono comunemente all’aldilà: non cadiamo nell’errore di riservare la risurrezione e la felicità eterna ad un futuro lontano, dimenticando che fin da adesso l’accesso al paradiso ci è riaperto (cf. Semi n. 224). Tramite la vittoria di Cristo nella Pasqua, in effetti,

Noi vediamo l’antica tirannide del demonio capovolta, la morte distrutta, il forte incatenato e la sua potenza abbattuta, il peccato tolto dal mondo, la maledizione cancellata, il paradiso riaperto, l’accesso al cielo ridato all’uomo, gli uomini uniti agli angeli, tolto il muro di separazione, il velo strappato, il Dio della pace che pacifica il cielo e la terra…
Il tema della rubrica è  Scambio di sguardi obliqui con la pandemia

Quale tempo dedicare all’orazione? – 227

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