Semi di contemplazione

n. 266 – Dio prende in mano la situazione – Joseph Arnaud (1671-1723), Memorie, II libro, parte I.

1. Facendo orazione davanti al Santissimo Sacramento, appoggiandomi quasi tutto il tempo sui miei ragionamenti e sui miei lumi, m’ immaginavo che dovevo nutrirmi di qualche cosa e che non potevo fare di meglio, non potendo raggiungere Dio, se non fissandomi sulle verità che possono condurre a lui. Eppure, la mia orazione era molto vuota: molti ragionamenti, poco o niente affezioni e molte risoluzioni.

2. […] Io intesi la voce del mio Dio che mi fermò improvvisamente dicendomi: «Non voglio in te un conversatore e un filosofo, ma un cuore umile e sottomesso. Io voglio che tu rimanga in pace e vuoto di tutto alla mia presenza». La sua grandezza, la sua maestà, la sua bontà e il suo amore fecero una tale impressione in tutto me stesso, che in un attimo la mia disposizione fu più divina che umana. Ero in una pace, in un certo silenzio e in un amore pieno di rispetto tale, che per farlo conoscere, bisognerebbe farlo sentire.

3. In questo stato, l’Amore dice ancora: «Discorri, ragiona adesso se puoi!» Queste ultime parole raddoppiarono con più dolcezza l’impressione delle prime. Bisogna che confessi che fino a quel momento, non avevo ricevuto dal buon Dio favore di più alto valore; in un istante, fui trasportato in una regione dove respiravo un’aria infinitamente più pura e più dolce di quanto mai avessi respirato. Dopo questo insigne favore, non ebbi più bisogno di lettura né di preparazione per l’orazione; avrei anzi fatto malissimo nel voler agire e mischiare la mia operazione con quella di Dio.

266 singolo

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Giugno, 2024